Viterbo – Ha cominciato a scrivere libri quando ha sentito la musica dentro. Un passaggio non facile per un cantautore, ma chi lo conosce per i Baustelle sa che non c’è niente che Francesco Bianconi non sappia fare con le parole (fotogallery – slide).
Il frontman del gruppo toscano, l’altra sera, era a Viterbo per Caffeina, a spiegare come la letteratura, per lui, sia una “questione di illuminazione”. “Ho provato di tutto – racconta al suo pubblico, rispondendo alle domande della speaker radiofonica Valentina Catalucci -. Scrivere in cucina, in camera, in bagno, la sera, la mattina. Niente. Con ‘Il regno animale’, il primo dei miei due libri, è stato difficile. La prosa mi costa più fatica della poesia.
Finché non ho capito che non c’era un momento della giornata o un punto della casa che facilitasse il lavoro. Dovevo sfruttare i momenti di ispirazione”. Momenti rari e preziosi come rivelazioni. Ma anche la pratica aiuta e con il suo secondo romanzo, “La resurrezione della carne”, la strada è stata in discesa.
Proprio “La resurrezione della carne” Bianconi presenta a Caffeina, in uno spazio troppo angusto per il suo pubblico affezionato. Il Cortile San Carluccio non basta. I volontari del festival aggiungono file di sedie: se avesse avuto una piazza, l’avrebbe riempita.
Nel nuovo libro c’è molto di quello che ama. Dalla gastronomia all’horror, con “pennellate di fantascienza”. E poi, l’amore-odio per Milano, città d’adozione dai suoi esordi da giornalista nel 2000. Milano come osservatorio privilegiato e fonte d’ispirazione. “La bellezza mi piace faticarmela e, a Milano, me la fatico. Non è la grande bellezza di Roma, magnifica, gratuita, che ti si sbatte in faccia… è una bellezza da ricercare. Non ti si svela così…”.
“La resurrezione della carne” è la storia di uno scongelamento. Storia di un uomo che sembra avere tutto, ma vive come in una bolla di cinismo e anaffettività . “Volevo raccontare questo e il suo opposto. Cosa succede quando si rinasce. Una resurrezione dello spirito, più che della carne”. Ma la carne ricorre tra le pagine con gli zombie: morti viventi, che vivono solo per mangiarla. Un altro tributo al cinema horror.
Un’ora scivolata via, a seguire i movimenti di quelle mani che gesticolavano in aria, come disegnassero. Lo sguardo da profeta. Costantemente proiettato al cielo.
Poi l’annuncio che fa esplodere i fan dei Baustelle: “Presto lavoreremo al nuovo album – dichiara tra gli applausi -. Ho scritto per tanti”. Paola Turci, Irene Grandi, Chiara, le collaborazioni con Pacifico e i Perturbazione, solo per citarne alcuni. “E’ tempo di tornare a scrivere per me”.
Stefania Moretti





