Viterbo – Prostitute nei piccoli centri, carabinieri al lavoro.
Un fenomeno allarmante, segnalato da alcuni mesi ai carabinieri: ragazzine pronte a vendersi anche per qualche decina di euro.
Succederebbe a Blera (e forse non solo). Poco più di tremila abitanti. Un paese talmente piccolo che le voci fanno presto a diffondersi. E questa volta sono arrivate dritte in caserma.
La vicenda, in realtà, è ancora tutta da inquadrare. Da quanto si apprende, i carabinieri starebbero lavorando da tempo a uno screening della zona compresa tra Viterbo, Blera e i piccoli paesi circostanti, tipo Villa San Giovanni in Tuscia, Barbarano ecc.. Voci di una fiorente attività di prostituzione verrebbero soprattutto da qui. Si tratta, a questo punto, di sondare il terreno con le indagini, per capire quanto c’è di vero di quelle chiacchiere che circolano in paese.
Intanto, la prostituzione in se, in Italia, non è reato. Lo è, invece, la prostituzione minorile. Ed è reato il favoreggiamento, come lo sfruttamento; altro fronte che gli investigatori dovranno esplorare, laddove risultasse effettivamente un giro di squillo minorenni o adulte.
Si cercherebbe, ovviamente, di capire, se le ragazze lavorano in proprio o per conto di altri, come in ogni inchiesta che riguarda il fenomeno. Le indagini sul tema, in questi anni, nel Viterbese, hanno spaziato fino alla forma più grave e crudele di sfruttamento: la riduzione in schiavitù delle ragazze. Segregate. Violentate. Picchiate. Costrette a vendere il loro corpo, ma anche vendute esse stesse per mille euro alla banda di aguzzini che le ha comprate come merce per incassare i proventi.
