Viterbo – Abbiamo assistito a speculazioni dei media davvero esilaranti, circa la scoperta di un pianeta molto simile al nostro.
Kepler 452b si trova a 1400 anni luce di distanza dal Sistema solare, cioè una distanza enorme per l’uomo.
Pensate che anche se spedissimo una sonda robotizzata alla massima velocità possibile odierna (circa 61 mila km/ora), ci vorrebbero 24,780 milioni di anni per arrivarci, sempre che non succeda nulla nel percorso. Figuriamoci con persone a bordo.
Sul fatto che “potrebbe darci un’indicazione del futuro che attende la Terra”, c’è poco da prevedere: il riscaldamento globale odierno e le 5 estinzioni di massa che sono già accadute nei 500 milioni di anni passati, sono molto più veloci dell’evoluzione stellare del Sole (>10 miliardi di anni).
Non sappiamo nulla della sua massa. Avendo già il raggio calcolato, si avrebbe la densità, e quindi potremmo dire se è veramente come la Terra. Ma ci vorrebbero misure 10 volte più precise delle variazioni della velocità di quei corpi lontani, cosa che la nostra tecnologia, anche con strumenti sofisticati montati su telescopi giganti, non può eseguire, se non tra decine di anni.
L’esistenza del pianeta è stata trovata misurando l’attenuazione della luce della stella attorno a cui gira, quindi nessuna fotografia è possibile da qui. Quelle che pubblicano sono solo disegni artistici. Ora si stanno costruendo satelliti che forse entro decine di anni potrebbero arrivare anche a vederli e fotografarli, certo, ma solo come puntini luminosi… come “stelline” lontanissime.
Paolo Candy
Direttore osservatorio astronomico dei Cimini

