Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo le prime risposte all’appello lanciato dal direttore di Tusciaweb, Carlo Galeotti, per salvare Caffeina – Caro direttore,
durante il consiglio comunale ho letto il suo appello e ho immediatamente sentito il bisogno di dare il mio contributo. E l’ho fatto. Ho già in tasca la ricevuta.
Condivido il suo articolo, specialmente quando ricorda molto bene cos’era Viterbo prima di Caffeina.
Durante quelle stupende serate abbiamo respirato un’aria nuova che esprime tante sensazioni che riescono anche a coprire le voci dei soliti viterbesi scontenti, lamentosi, invidiosi di tutto e che riescono a distruggere tutto ciò che qualcuno cerca di fare in questa città.
Predicono sciagure perché non possono sopportare che qualcuno bravo ci sia a Viterbo e che si dia un gran da fare in e per questa nostra città.
Mi auguro che molti seguano il suo appello e facciano come me.
Aldo Fabbrini – Consigliere comunale e provinciale
Caro Carlo,
ho fatto ora il bonifico da… benemerito. Come sai, io vivo… altrove ma leggendo il tuo “direttoriale”, sento che forse intorno son nate le viole…
E farle strappar via non è il caso. D’altronde, se ci hai messo la faccia tu, perché non fare lo stesso pure io?
Renzo Trappolini
Gentilissima redazione,
in merito all’appello per la continuità della manifestazione “Caffeina festival”, vorrei contribuire con alcune considerazioni personali di chi ha partecipato fin dalla prima edizione agli eventi.
Vero è che la nostra città, grazie a Caffeina, s’è destata da una certa sonnolenza estiva. Il centro storico da alcuni anni è diventato meta di interessi per tutte le fasce d’età: in modo particolare per i giovani che ne fanno motivo di socializzazione.
La città, nel proprio tessuto sociale più vivo a livello culturale ed economico, ovviamente potrà beneficiare di tutto questo movimento, nel rispetto delle elementari regole di convivenza civile.
Viterbo è un città storica, non una città vacanziera. Questo fatto deve essere considerato per il rispetto del centro storico nella componente abitativa e monumentale.
Se parliamo di eventi culturali, dobbiamo rappresentare la nostra Viterbo nella sua naturale location senza particolare trasformazione di parco estivo o parco giochi. Così ne beneficerà anche la componente turistica, sia diurna che notturna.
Come sappiamo, il motore economico è di fondamentale importanza per tutte le attività. Sarebbe opportuno far partecipare come attori attivi molte persone: in modo particolare, gli imprenditori che potranno trarre benefici tangibili dalla presenza di flussi di gente per le vie e piazze del centro.
Le naturali location, si veda l’ex tribunale di piazza Fontana Grande, il cortile del palazzo Gentili dell’ente provincia, il quartiere san Pellegrino, piazza san Lorenzo, piazza della Morte, piazza del Gesù, piazza del Plebiscito, non necessitano di installazioni di tendopoli o gazebo in maniera eccessiva, compresa la mescita di bevande.
Le suddette zone già sarebbero fornite di questi servizi di food e beverage. La città verrebbe rappresentata con più gusto e potrebbe avere, anche grazie a Caffeina, più interesse per essere visitata per più giorni, considerando anche il soggiorno.
Gli hotel potrebbero organizzare dei pacchetti di offerta, dando anche ai loro ospiti la possibilità di presenza agli eventi del festival facendoli sentire ancora più importanti. Questo potrebbe essere preso in considerazione da tutti gli operatori del settore turistico e ristorazione.
Una città già bella deve avere anche persone belle, pronte a contribuire, a sviluppare e migliorare la vita di tutti, partecipando in maniera attiva, ciascuno nella propria parte, al fine di migliorare il “film” Caffeina come partecipanti e non solo comparse.
Non vorrei essere noioso nella lunghezza ma tante altre cose potrebbero essere fatte affinché la sostanza Caffeina fosse più gustosa per tutti.
Renato Petroselli
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