Vetralla – Si è appena conclusa la campagna di scavo 2015 nell’area della “Tomba a Casetta” di Norchia.
Era già stata investigata da Archeotuscia onlus nel 2013/14 sotto l’egida dell’allora soprintendenza archeologica dell’Etruria Meridionale e che portò al ritrovamento di un affascinante corredo ceramico composto da 17 vasi di IV-III secolo a.C., ora esposti al Museo archeologico della Rocca Albornoz.
Dati i risultati conseguiti, la soprintendenza archeologia per il Lazio e l’Etruria Meridionale ha affidato per il 2015 una concessione di scavo per concludere le indagini iniziate negli anni precedenti che ha visto partner paritari Archeotuscia, il proprietario del terreno Pietro Stelliferi ed il Trust di Scopo Sostratos che ha finanziato in toto la campagna di scavo.
La collaborazione di tutti coloro che hanno preso parte allo scavo, coordinato dalle archeologhe Simona Sterpa e Bianca Ballerini, ha avuto come risultati la pulitura della camera sepolcrale della Tomba a Casetta e l’individuazione, a pochi metri di distanza, di un’altra sepoltura intatta, che ha restituito un interessante corredo ceramico, che sarà presto restaurato, e si avvicina a quello già rinvenuto e che fa supporre legami, forse di parentela, tra gli antichi personaggi lì seppelliti.
L’operazione “Norchia 2015″, nata sulla collaborazione e sulla comunità d’intento tra il pubblico il privato restituisce oggetti delicati e ambienti sepolcrali rari che – sfuggiti alle mani dei tombaroli – aggiungono un nuovo tassello alla storia della città e della necropoli di Norchia.




