Viterbo – Ho letto con nostalgia unita a tanta amarezza l’accorato appello dell’amico Angelo Russo, volto al salvataggio di una delle più belle Macchine di Santa Rosa, ovvero Sinfonia d’archi.
Condivido appieno quanto espresso con passione da Angelo e poiché ho avuto la ventura e l’onore di stare per tutta la durata dell’era di Sinfonia d’archi (sette anni bellissimi) sotto le sue travi, mi unisco all’appello garantendo il mio impegno personale e del Sodalizio che rappresento affinché questo patrimonio della città e della comunità non vada perduto, come è accaduto, purtroppo, per le tante macchine che hanno preceduto la creatura di Russo e del buon Vincenzo Battaglioni.
A quest’ultimo va tutta la nostra riconoscenza per aver fatto tutto il possibile, sostenendo un costo economico non indifferente, nell’acquistare Sinfonia d’archi. Ma la passione per Santa Rosa e le sue Macchine non conosce confini.
Per questo motivo invito tutti coloro, istituzioni comprese, che hanno a cuore quello che è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco, cioé il trasporto della macchina di Santa Rosa, ad assumere un impegno concreto diretto a ripristinare lo splendore di questa macchina e nel contempo, porre in essere da subito misure preventive di salvaguardia per la cura di tutte le altre macchine che sappiamo essere ancora integre.
Non solo, in attesa che il tanto proclamato (guarda caso sempre a ridosso della festa) ma poi accantonato progetto del Museo delle macchine venga concretizzato (non solo a chiacchiere), si potrebbero recuperare i pezzi delle vecchie macchine precedenti a Sinfonia d’archi, restaurarli ed esporli in una mostra permanente, magari in uno degli spazi disponibili in centro (ad esempio il vecchio tribunale).
Evviva santa Rosa!
Massimo Mecarini
Presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa



