Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da molti giorni, se non da settimane, si cerca di evitare di parlare di sanità viterbese.
Le numerose richieste d’incontro avanzate alla direzione strategica dell’Asl, anche per i problemi che si vanno accumulando nella sanità privata convenzionata, non sono state accolte.
Abbiamo ritenuto utile fare il punto della situazione all’interno della nostra organizzazione sindacale e per questo, dopo aver incontrato le nostre rappresentanze e discusso a tutto campo, sono emerse chiare tutte le criticità e le inadempienze che saranno oggetto dei nostri progetti e delle nostre battaglie future.
Rileggendo l’atto di autonomia aziendale, ci cadono gli occhi sull’oggetto misterioso denominato “Case della salute”, fortemente voluto e mai decollato a causa della totale incompatibilità con la realtà del territorio e, soprattutto degli ex ospedali che avrebbero dovuto ospitarle.
L’ematologia a Montefiascone che avrebbe dovuto avere la possibilità di eseguire in loco i trapianti di midollo, non potrà mai essere operativa poiché a Montefiascone non c’è più un ospedale, ma si continua a far credere che si farà.
Cosa dire poi dei reparti scomparsi come ostetricia e ginecologia a Tarquinia, con l’inevitabile ingolfamento a Civita Castellana? Oppure geriatria eliminata a Montefiascone portando Belcolle al collasso, e rianimazione non più presente a Civita Castellana?
I milioni di euro spesi per gli affitti, da noi più volte denunciati, e i lavori infiniti negli ospedali di Belcolle e Tarquinia, sono sotto gli occhi di tutti. Si è sprecato e, quel che è peggio, si continua a sperperare denaro pubblico, sottraendo sempre più risorse al sistema sanitario e determinando una totale inefficienza dei servizi sul territorio.
Per ultimo, ma non ultimo, forse è interessante sapere che per quanto riguarda il servizio di elisoccorso, l’affidamento a un soggetto privato costa alla regione Lazio circa 10 milioni di euro l’anno. Se prendiamo in considerazione l’analogo servizio in Liguria, affidato in questo caso alla componente aerea dei vigili del fuoco, il costo scende a circa 2,2 milioni di euro.
Tutto quanto sopra da noi denunciato, sarebbe sufficiente per chiedere le dimissioni di un’intera classe dirigenziale e determinerebbe, forse, i risparmi necessari a mantenere e garantire l’apertura di qualche pronto soccorso che è stato chiuso, nonché la sopravvivenza delle strutture private accreditate tanto necessarie alla nostra provincia.
Usb sanità
Usb Vvff
