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Sibilia e Vanzina premiati a “Est film festival”

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La rocca dei papi di Montefiascone

Montefiascone – La rocca dei Papi 

Il sindaco di Montefiascone, Luciano Cimarello

Il sindaco di Montefiascone, Luciano Cimarello 

Montefiascone – E’ stata inaugurata ieri la nona rassegna cinematografica “Est film festival”, con la presenza di due ospiti d’eccezione, Sydney Sibilia e Carlo Vanzina.

Il primo ospite è stato Sydney Sibilia, vincitore dell’Arco d’argento cantina di Montefiascone al miglior film scelto dal pubblico 2014. Il regista di “Smetto quando voglio” era stato impossibilitato l’anno scorso perché stava girando una pubblicità ma come aveva promesso è salito sul palco quest’anno.

A consegnare il premio, il presidente della cantina sociale di Montefiascone Fabio Brugnoli.

A cinque anni dal suo primo corto, Sibilia è tornato a calcare la moquette del palco della rocca dei Papi.

“Se sono riuscito a realizzare questo film – ha dichiarato Sibilla – è anche merito dei ragazzi di Est film festival che mi hanno dato la possibilità di far vedere questo cortometraggio. In questo modo ho avuto la possibilità di attirare l’attenzione di un produttore importante come Procacci che, dopo averlo visto, venne da me e mi chiese se avessi già un progetto pronto. Naturalmente gli dissi di sì, tralasciando il fatto che in realtà erano solo poche frasi scritte sul retro di alcuni biglietti del supermercato”.

Prima dei saluti, una piccola chicca, Smetto quando voglio diventerà una trilogia.

“Il cast è confermato – ha aggiunto Sibilia – e ci saranno anche delle aggiunte. La parte della scrittura è quella che mi diverte di più. Insomma, per altri due film il cazzeggio continua”.

Nel pomeriggio, sempre alla rocca dei Papi, due eventi dedicati interamente alla città di Montefiascone: la consegna della borsa di studio Est film festival nelle scuole, offerta dalla Cna di Viterbo e Civitavecchia, e i cortometraggi della seconda edizione di “Ciak! Montefiascone”.

Prima di consegnare il premio alla vincitrice Anna Cossai, Angelo Pieri, presidente della Cna di Viterbo e Civitavecchia, ha sottolineato come “il nostro contributo è doveroso perché va a degli studenti che si sono impegnati. Dentro le scuole c’è quello che un giorno salverà il nostro futuro”.

Dopo la consegna del premio, i cortometraggi. Otto opere dedicate al colle Falisco: “A mèta a meta” di Loredana Cimarello, “Corteo storico di Montefiascone” e “Defuk reloaded” di Quinto Ficari, “Il volo” di Marcello Giraldo, “Infiorata corpus domini 2015” dell’associazione Fiordini onlus, “La banda della Rocca” di Fabrizio Chiodo, Andrea Durantini, Alessandro Grandi e Pietro Venturini, “La nostra grande bellezza” di Rita Casciani e Federico Cipriani e “Pavor nocturnus” di Andrea Mecali.

La scelta dei voti ha incoronato “La banda della Rocca”.

Alle 21,30 il momento clou, la prima serata nel cinema all’aperto di piazzale Frigo, inaugurata dal sindaco Luciano Cimarello.

“I risultati della nostra scommessa su Est film festival – ha dichiarato il sindaco – si vedono tutti in questa piazza piena. Facciamo bene a investire su questa iniziativa perché coinvolge tantissime persone non solo di Montefiascone. Addirittura, molti scelgono questa settimana di ferie perché coincide con Eff”.

Dopo i saluti del sindaco è stato consegnato l’Arco di platino premio Italiana assicurazioni a Enrico Vanzina, assegnato come simbolo degli sceneggiatori italiani dall’alto dei suoi quasi 100 film.

A condurre l’incontro insieme a Glauco Almonte il giornalista e critico cinematografico Maurizio Di Rienzo. Vanzina è il primo sceneggiatore a ricevere il premio che nelle passate edizioni è andato a Carlo Verdone (2009), Giorgio Diritti (2010), Paolo Virzì (2011) Terry Gilliam (2012), Giuseppe Tornatore (2013) e Pupi Avati (2014).

“Ho avuto una vita meravigliosa – ha raccontato Vanzina – e l’occasione di fare molti film. Purtroppo, a un certo punto mio figlio si ammala e viene ricoverato al Policlinico, così decido di portagli un videoregistratore con alcune cassette. La sera di Natale vado a trovarlo e, mentre salgo le scale, sento dei rumori strani. Arrivo nella sua stanza e trovo lui e altri ricoverati che stavano vedendo Vacanze di Natale e ridevano di cuore. Quello è stato il successo più grande della mia vita: aver regalato un sorriso. Anche perché credo che attraverso il cinema si possa migliorare la vita. In fondo lo stesso Truffaut disse che il cinema è la vita senza le parti noiose”.

Vanzina ha poi spiegato uno dei fili conduttori del suo lavoro, il viaggio nel tempo.

“Il cinema – ha concluso il regista – è bello perché ti permette di andare avanti e indietro a tuo piacimento e ti dà questa libertà di raccontare grandi storie. È difficile riprendere il presente. Sapore di mare racconta semplicemente quanto ci eravamo divertiti come ragazzi noi negli anni ’60. Fare il cinema in Italia è un privilegio perché la commedia nostra è diversa dal resto del mondo. Una volta mi trovavo con Alberto Sordi negli Stati Uniti per girare un film e Andy Warhol lo intervistò domandandogli come facesse ad entrare nel personaggio. Lui semplicemente rispose ‘Una volta mi metto un cappello da postino, una volta quello da pompiere ma sono sempre io’. Noi italiani abbiamo questa forza di avere dei personaggi dentro che con una maschera umile ci raccontano l’universalità”.


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