Viterbo – (g.f.) – “La mozione di sfiducia il sindaco se la firma da solo…”.
L’incontro è per parlare del baratto amministrativo, ma essendoci il consigliere Sergio Insogna, impossibile non stuzzicarlo sul delicato momento che attraversa la maggioranza in comune, alla vigilia del passaggio in consiglio sul bilancio.
Così il collega M5s Gianluca De Dominicis, appena lo vede, ne approfitta per convincerlo a sottoscrivere la mozione di sfiducia che ha predisposto già da qualche tempo.
Insogna però non si lascia convincere, seppure ha la sua certezza. Michelini farà tutto da solo.
Fuoriprogramma dovuto, a poche ore dalla seduta di consiglio comunale che si preannuncia di fuoco.
All’incontro a Pianoscarano, voluto da Viterbo Civica, pure un terzo consigliere, Luigi Maria Buzzi (FdI).
Il baratto economico è un possibilità offerta dal legislatore nazionale, in base alla quale è possibile pagare attraverso lavori utili per la collettività, somme dovute per imposte comunali, che il cittadino non riesce a versare, per comprovato stato di necessità, non superiore a certe cifre e purché non sia un moroso seriale.
Un aiuto. Finora in Italia solo un comune si è avvalso della norma e in una quarantina è in discussione.
A Viterbo il Movimento 5 stelle l’ha presentata all’ordine del giorno. Sarà discussa e Gianluca De Dominicis preannuncia che indicherà anche le somme da stanziare per renderla attuabile.
Un modo per ridare dignità ai cittadini, ha sottolineato il presidente di Viterbo Civica Lucio Matteucci, mentre l’avvocato Palumbo ha precisato che comunque non si tratta di un modo d’eludere il pagamento delle tasse o una sorta d’esenzione. E’ un aiuto, circoscritto a casi specifici.


