Viterbo – Promossa l’Università della Tuscia, con lode per i voti ottenuti dagli studenti e la qualità dei dottorati, quasi con lode per la ricerca.
Rimandata, invece, per la sostenibilità. Sonora bocciatura sulla dispersione.
Il Sole 24 Ore dà le pagelle agli atenei italiani, suddividendoli fra statali e non statali. Il primo gruppo comprende anche l’Unitus.
Su sessantuno, l’ateneo viterbese è diciannovesimo. Primo Verona, davanti Unitus non ha altri atenei del Lazio. E’ prima.
Preceduta fra le realtà vicine, solo da Siena Università per stranieri (18esimo posto) e Siena (ottava).
Le altre seguono. La Sapienza 28esima, Roma Tre 36esima, Perugia 37esima, Tor Vergata 39esima.
Bene la ricerca, Unitus è 12esima, un po’ meno la didattica: 38esima posizione.
Queste le tre principali graduatorie, che fanno riferimento a dodici indicatori.
A cominciare dalla sostenibilità (numero medio di docenti di ruolo nelle materie di base e caratterizzanti). Non bene. L’ateneo viterbese è 47esimo, il primo fra le 15 peggiori. C’è chi ha fatto di peggio.
Bene il voto degli studenti, ovvero il giudizio dei laureandi sui corsi di studio. Unitus è terza.
C’è da lavorare sul fronte dispersione, la percentuale d’immatricolati che si reiscrivono al secondo anno nello stesso ateneo.
Fra quelle pubbliche, l’università viterbese è ultima fra le peggiori, 61esima.
Meglio la qualità dei dottorati (sesta posizione) e competitività della ricerca (nono posto).
25Esima posizione in attrattività (percentuale d’immatricolati fuori regione), 42simo posto per stage (percentuale di crediti ottenuti in stage sul totale), 22esimi per mobilità internazionale (percentuale di crediti ottenuti all’estero sul totale), 37esimo posto in borse di studio (percentuale d’idonei che hanno ottenuto la borsa di studio), 40esimi in efficacia (media pro capite crediti formativi in un anno) e infine, 38esimo posto in occupazione (percentuale di studenti occupati a un anno dal titolo).
