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Valanga d’emendamenti sul bilancio

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Viterbo - Consiglio comunale sul bilancio

Viterbo – Consiglio comunale sul bilancio

Viterbo - Consiglio comunale sul bilancio

Viterbo – Consiglio comunale sul bilancio

Viterbo – (g.f.) – Pioggia d’emendamenti in consiglio comunale.

Come da previsione, sui lavori per l’approvazione delle tariffe in vista del bilancio, l’opposizione prova a modificare la manovra così come l’ha proposta il centrosinistra.

Dopo un dibattito iniziale, si parte con l’Irpef. Portata alla sua aliquota massima, l’8 per mille.

“La nostra proposta – spiega Gianmaria Santucci (Fondazione) – è che sia applicata la progressività”. Chi ha di più paghi di più.

Intanto sono presentati un migliaio d’emendamenti dai vari gruppi. Solo sull’Irpef.

I punti, o meglio le tariffe da approvare sono sette. Ce n’è abbastanza per arrivare a ferragosto.

Di sicuro si farà nottata in consiglio comunale. Aperto dall’assessora Luisa Ciambella che ha spiegato come si tratti di un bilancio tecnico in quanto è stato tagliato il tagliabile, ma è politico perché sono stati mantenuti i servizi indispensabili.

“Avendo avuto tagli dai livelli superiori – spiega Ciambella – per quasi sette milioni. Dal 2011 al 2015 sono venuti meno undici milioni di euro, di cui quasi sette fra il 2014 e il 2015.”. Ma per De Dominicis (M5s) si poteva tagliare di più.

Per esempio, 600mila euro per l’acqua alle fontane: “Un padre di famiglia di fronte alle difficoltà – osserva De Dominicis – se ci sono difficoltà trova soluzioni, anche difficili”. Per non lasciare a secco i viterbesi, si lasciano a secco le fontane.

Pure per Sergio Insogna prima di tassare, bisognava tagliare.

“Non assessore e sindaco ad aumentare le tasse – osserva Insogna – ma siamo noi consiglieri, votando. Ma siamo certi d’avere fatto prima di tutto gli interessi dei cittadini? Per questo noi non voteremo.

Avete fatto un percorso sul bilancio da soli e da soli ve lo votate”.

Maurizio Tofani (Oltre le mura) prova a tendere una mano all’opposizione.

Un altro bilancio è possibile: “Se ci sono proposte, ben vengano. Noi siamo costretti a determinare entro il 30 luglio imposte e tasse. Siamo diventati esattori.

Chiediamo soldi ai cittadini e li trasferiamo all’amministrazione centrale”. Compito poco simpatico. Il tempo però stringe.

Le tariffe vanno approvate entro il 30 luglio. Nella minoranza c’è chi sostiene la teoria di Cenerentola. A mezzanotte le tariffe si trasformano in zucca. Ovvero, scade il termine ultimo, vanificando l’approvazione eventuale. Emendamenti permettendo.

Del resto, però, dalla maggioranza sostengono come essendo la seduta ormai sia stata avviata nei tempi, si va in prosecuzione. Senza scadenze.

E intanto si contano gli emendamenti.

La seduta è sospesa alle 18.30 e si riprende alle 22.15


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