Viterbo – (s.s.) – Federico Viviani è pronto. L’Hellas Verona per lui ha speso quattro milioni e lo ha blindato con un contratto di cinque anni, il fastidio che si porta dietro dall’Europeo under 21 sta sparendo e la stagione entra nel vivo.
Questi, e molti altri, gli argomenti toccati ieri durante la presentazione ufficiale del calciatore originario di Grotte di Castro, che si appresta a giocare la sua prima stagione in serie A. Con la maglia dell’Hellas, squadra che lo ha voluto a tutti i costi.
Prima il probabile trasferimento a Palermo, poi la firma con il Verona. Qualche giorno di vacanza e poi subito in ritiro a Racines, in Trentino. Per il ragazzo sono stati giorni felici, ma non certo facili. Perché caratterizzati dal non-impiego a causa del piccolo infortunio.
“Ho questo problema – ha spiegato Viviani durante la sua presentazione – che mi porto dietro dall’Europeo under 21, sono arrivato facendo pochi giorni di vacanza perché volevo essere in gruppo da subito e partire in ritiro. Finora ho fatto solo lavoro atletico e poi mi sono fermato perché ho ancora fastidio. Ogni giorno che passa va sempre meglio ma fino a che il dolore non scompare del tutto non mi sembra il caso di rischiare, soprattutto a inizio stagione”.
Per il suo cartellino l’Hellas Verona ha versato ben quattro milioni di euro nelle casse della Roma. Un investimento economico, ma anche di fiducia, che il ragazzo vuole ripagare al più presto.
“E’ una grandissima avventura, una grandissima emozione e un grandissimo motivo di orgoglio – ha spiegato il giocatore – soprattutto per il fatto che una società come il Verona abbia speso tanti soldi per un ragazzo che lo scorso anno ha giocava in serie B. Sono arrivato con tanta voglia di fare e di mettermi a disposizione del mister e dei compagni per cercare di portare avanti la stagione nel migliore dei modi. Anche per i tifosi, che sono stati fantastici alla presentazione della squadra. Uscire in quella bolgia è stato fantastico, voglio ripagarli il prima possibile. Quando entri in campo e trovi lo stadio pieno, con una curva come quella del Verona devi fare qualcosa in più, devi portare a casa il risultato a tutti i costi”.
Viviani è una sorta di “tuttocampista”. Prima attaccante, poi con Stramaccioni centrocampista, davanti alla difesa. A smistare i palloni, ma anche a fare il gioco sporco. Non disdegna nessun ruolo, ben felice di condividere lo spogliatoio e il campo con due mostri sacri come Toni e Pazzini.
“Stramaccioni è stato il primo a mettermi davanti alla difesa – ha spiegato il calciatore – mentre prima facevo la seconda punta o l’esterno. Ero un giocatore offensivo. Quando ho l’occasione tiro, però non disdegno nemmeno il lavoro sporco. Sono a disposizione dei compagni, poi, ovviamente, deciderà il mister. Quando vedi due attaccanti che hanno segnato più di 400 gol in due sei più sereno. E’ un onore condividere il campo e lo spogliatoio con Toni e Pazzini”.
Per concludere, la Roma. Squadra che lo ha cresciuto e con cui ha esordito in serie A. Accanto a uno dei suoi punti di riferimento di sempre, Daniele De Rossi.
“Alla Roma – ha concluso Viviani – non ho visto Falcao e Giannini e mi dispiace. Ho avuto la fortuna di avere a che fare con Daniele De Rossi, lui è stato la mia chioccia, mi ha dato tanti consigli e mi ha aiutato tantissimo a crescere, ho esordito giocando con lui. Penso che sia un motivo d’orgoglio per un giovane come me che per la prima volta si affacciava ad un palcoscenico così importante. È stato un’esperienza unica conoscerlo, spero di seguire le sue orme. Dalla mia esperienza in giallorosso ho capito che per arrivare devi lavorare sempre tanto. A Roma tutti ti coccolano quando sei giovane, ma quando poi vai nel calcio di grandi devi crescere in fretta. Non sarà facile perché è il primo anno in serie A, però so che posso crescere e aiutare la squadra. Guardo solo avanti, e avanti c’è il Verona”.
Samuele Sansonetti
