Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Si è svolto sabato pomeriggio al Gran caffè Schenardi il primo incontro con la città dei 32 cittadini siriani che, grazie al progetto “Syriaza: un viaggio nella lunga notte siriana”, per 18 giorni vivranno, dormiranno, mangeranno a Viterbo.
Si tratta di un progetto di peace-building incentrato sulla raccolta, archiviazione e disseminazione di racconti e di testimonianze siriane provenienti da ogni parte del conflitto.
Realizzato dall’Ara Pacis initiative con il sostegno del ministero degli Affari esteri, avrà luogo nel centro storico di Viterbo dal 18 luglio e il 4 agosto. Partner viterbese dell’iniziativa che prevede la formazione, in metodologie per la pace e la riconciliazione, di 32 siriani, poeti, attivisti dei diritti umani, citizen journalists e membri rispettati delle diverse comunità, è la fondazione Caffeina cultura.
Ieri pomeriggio, appunto, il saluto della città di Viterbo ai nuovi ospiti. A introdurre il progetto Maria Nicoletta Gadia, fondatrice e presidente dell’iniziativa Ara Pacis: “Per un popolo che non può vivere normalmente nella propria città – ha spiegato – ci è sembrato doveroso dar loro la possibilità di vivere nella nostra.
E infatti non alloggerete in hotel, ma nelle case che diventeranno anche le vostre, così come vostri saranno anche il sindaco e il consigliere delegato per la pace”.
E’ stato poi il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, a dare il benvenuto ai nuovi ospiti: “La nostra città - ha sottolineato – è piccola ma anche grande, ha una storia importante e non ha paura degli scambi, anzi. Voi alloggerete nel cuore della città - ha continuato il primo cittadino - e saremo come una grande famiglia.
E proprio come gli ospiti importanti si ricevono nella stanza più bella della casa, il Comune ha deciso di accogliere voi, che siete i nostri ospiti importanti, nella parte più bella della città”, ha concluso.
Presenti allâappuntamento di ieri pomeriggio anche il consigliere comunale delegato alla pace Paolo Moricoli e Andrea Baffo, direttore esecutivo di Caffeina, che ha sottolineato l’importanza e il prestigio del progetto per la città anche in considerazione della sicura ricaduta positiva sullâeconomia del centro storico.
Scopo dell’iniziativa, è collezionare un corpo di storie che, trasmesse via radio e televisione e diffuse attraverso produzioni artistiche, iniziative locali e i social media, possano sfidare la paura e la manipolazione storica, portare a riscoprire una identità umana comune, costruire ponti di dialogo e di pace e riverberare voci siriane di sofferenza, coraggio, trasformazione e speranza oltre la dimensione della confessione privata in ambiti più ampi di comunicazione, in Siria e nel mondo.
E teatro di tutto questo sarà proprio Viterbo.
Caffeina cultura
