San Lorenzo Nuovo – Riceviamo e pubblichiamo – Una grande delusione, sì proprio una grande delusione si è rivelato il bilancio di previsione 2015 e pluriennale 2015-2017 presentato dal sindaco Massimo Bambini ed approvato nel Consiglio di giovedì 30 luglio con i soli voti di una maggioranza tranquilla, allineata e silenziosa.
Nessuna nuova idea, nessun elemento innovativo e, soprattutto, nessuna programmazione. Questi gli elementi che caratterizzano il più importante atto dell’ Ente.
Un bilancio per “tirare a campare”, un bilancio che costituisce occasione mancata per l’Amministrazione ma, purtroppo, anche per i cittadini. Un bilancio basato solo sulla pressione fiscale e sui tagli ai servizi istituzionali. Tasse, imposte e tagli. Niente di più. Un bilancio così maldestramente articolato da precludere la presentazione di qualsivoglia emendamento.
Ma un’altra inquietante particolarità contraddistingue l’impianto contabile: il piano triennale delle opere pubbliche è negativo. Le caselle dei tre anni interessati sono contrassegnate solo da zeri.
Ciò a significare che, al momento, per San Lorenzo Nuovo non è programmata alcuna opera pubblica nel corso degli anni 2015 -2016-2017. Per fortuna che poco dopo ci sarà la fine mandato di questa Amministrazione. Appare ovvio che la mancata programmazione comporterà necessariamente l’esclusione da qualsiasi finanziamento regionale destinato agli investimenti.
Tra le tante criticità dell’impianto contabile, segnalate nel corso della seduta consiliare, una riguarda gli importi annuali degli accantonamenti a copertura delle perdite della partecipata società Co.Ba.L.B., ammontanti al 2014 ad oltre 2 milioni di euro, che sembrerebbero inferiori a quelli da calcolare sulla base delle norme applicabili al caso di specie.
Una mostruosità è rappresentata dall’aliquota applicata per l’Imu agricola. San Lorenzo Nuovo, pur facendo parte della Comunità Montana Alta Tuscia Laziale, non risulta esentata, come invece è per gli altri sette comuni partecipanti, dalla specifica imposta.
Nonostante tale conclamata ingiustizia, consumata forse anche per la poca attenzione che il Consiglio Comunitario ha riservato all’argomento, attualmente oggetto di ricorso pendente al Tar, il sindaco Bambini e la sua maggioranza hanno applicato l’aliquota del 7,6 anziché ridurla al 4,6 come possibile per legge. Nell’indifferenza più assoluta della maggioranza, le pressanti richieste dei due gruppi di opposizione non hanno trovato accoglimento.
Certo è che non può essere questa la strada per garantire un futuro sviluppo economico e sociale della città di San Lorenzo Nuovo. Se qualcuno facesse tesoro della citazione di Richelieu quando affermava che “Bisogna ascoltare molto e parlare poco per governare bene uno stato”, se qualcuno comprendesse bene la differenza tra ” essere autoritario” e “ essere autorevole”, già avremmo fatto un passo avanti nell’interesse della nostra Comunità.
Lo spero vivamente per il bene di San Lorenzo Nuovo.
Maria Gabriela Grassini
Consigliera comunale
