Viterbo – In un Paese sempre più asfittico, diviso fra volgarità e inutili snobismi, ecco che esplode Caffeina: e ci ricorda chi siamo.
Riporta in scena, almeno per pochi giorni, l’infinita ricchezza, la controversia, la follia, la magia, l’ardore, il pensare, il sentire che, proprio nella sua incoerenza, ci rappresenta, come esseri umani e come paese.
L’entusiasmo di Filippo Rossi e di Andrea Baffo, anno dopo anno, hanno mosso montagne e maree e hanno trovato nella serietà di Giorgio Nisini, che i libri li legge davvero, e nel talento di Annalisa Canfora, che davvero vive quello che porta su un palco, dei complici con cui fare succedere cose ancora più grandi.
Non è proprio possibile che, di queste cose grandi, non ci sia data la possibilità di essere artefici assieme a loro e spettatori.
Chiara Gamberale
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