- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

La Corte Costituzionale: “Recidiva non obbligatoria”

Condividi la notizia:

Ausonio Zappa

Ausonio Zappa

Cosmin Petrut Oprea

Cosmin Petrut Oprea

Adrian Nicusor Saracil

Adrian Nicusor Saracil

Alexandru Petrica Trifan

Alexandru Petrica Trifan

Daniel Ionel Oprea

Daniel Ionel Oprea 

Viterbo – Contestare la recidiva non è obbligatorio. Nemmeno a un imputato per omicidio.

Lo dice la Corte Costituzionale con una sentenza destinata a influire sul destino dei giovani assassini di Ausonio Zappa.

L’82enne, professore dell’Accademia di belle arti di Milano e Viterbo, fu ucciso durante una rapina in casa a Bagnaia nel marzo 2012. Dopo la colluttazione con i rapinatori (uno neanche ventenne) Zappa restò in coma dieci giorni. Loro furono presi subito: due esecutori materiali del delitto e due pali, comunque tutti accusati prima di rapina poi anche di omicidio.

In primo grado il 25enne Adrian Nicusor Saracil e il 22enne Cosmin Oprea presero l’ergastolo. 16 e 12 anni ai pali Alexandru Petrica Trifan e Daniel Oprea (fratello di Cosmin), di 23 e 28 anni. Sconti di pena in appello: vent’anni agli esecutori materiali; dieci e otto anni ai pali.

Il ricorso in Cassazione della procura generale puntava proprio sull’incongruità di quegli sconti: Cosmin e Adrian avevano precedenti che avrebbero potuto comportare un aumento, se solo se ne fosse tenuto conto. Invece, la Corte d’Assise d’appello non gli ha contestato la recidiva, motivando che sarebbe andata contro il principio di rieducazione dei detenuti dando trent’anni a ragazzi di venti.

Alla domanda se fosse o non fosse obbligatorio tenere conto della recidiva ha risposto la Consulta, già sollecitata per un’altra vicenda giudiziaria. La sentenza è arrivata il 23 luglio: per i magistrati della Corte Costituzionale “la previsione di un obbligatorio aumento di pena legato solamente al dato formale del titolo di reato” violerebbe non solo l’articolo 3 della Costituzione, sull’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, ma anche “l’articolo 27, comma 3, che implica un costante ‘principio di proporzione’ tra qualità e quantità della sanzione, da una parte, e offesa, dall’altra”.

Significa che i giudici potranno valutare caso per caso se applicare la recidiva oppure no. Comunque, tanto per l’avvocato di Cosmin, Roberto Fava, quanto per quello di Trifan, Marco Russo, ci sono forti possibilità che la Cassazione dichiari inammissibile il ricorso della procura generale, che puntava sull’obbligatorietà della recidiva. La Suprema Corte potrebbe confermare la sentenza d’appello, annullarla o annullare con rinvio a una nuova sezione della Corte d’appello chiamata a pronunciarsi nuovamente.

Per ora, si attende la nuova udienza davanti alla Suprema Corte.


Condividi la notizia: