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I sikh in città con vestiti sgargianti, sciabole e petali di rosa

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Viterbo - La comunità sikh a piazza della Rocca

Viterbo – La comunità sikh a piazza della Rocca

Viterbo - La comunità sikh alla palestra del Pilastro

Viterbo – La comunità sikh alla palestra del Pilastro

Viterbo - La comunità sikh alla palestra del Pilastro

Viterbo – La comunità sikh alla palestra del Pilastro

Viterbo - La comunità sikh per le vie della città

Viterbo – La comunità sikh per le vie della città

Viterbo - La comunità sikh per le vie della città

Viterbo – La comunità sikh per le vie della città

Viterbo - La comunità sikh per le vie della città

Viterbo – La comunità sikh per le vie della città

Viterbo - La comunità sikh per le vie della città

Viterbo – La comunità sikh per le vie della città

Viterbo - La comunità sikh per le vie della città

Viterbo – La comunità sikh per le vie della città

Viterbo - La comunità sikh a piazza della Rocca

Viterbo – La comunità sikh a piazza della Rocca

Viterbo – Un tripudio di colori per la festa indiana dei sikh (video – fotogalleryslide).

Bandane, turbanti e barbe. E poi colori sgargianti di abiti femminili, luccichii di spade e petali di rosa. Canti, preghiere e colpi di gatka: l’arte marziale tradizionale.

Una domenica di festa per la comunità indiana dei sikh che ha celebrato una delle sue cerimonie più importanti: quella del “Libro sacro”.

Iniziata nella palestra della Libertas Pilastro intorno alle 11, a centinaia si sono ritrovati per mangiare e pregare insieme prima della processione.

Una festa tradizionale, ma straordinaria per Viterbo. La cerimonia viene infatti celebrata solo in alcune città italiane, quelle in cui la cultura Sikh è maggiormente radicata oppure, come in questo caso, in un centro che accoglie per una giornata anche i fedeli sparsi nella zona.

Gli indiani del centro Italia sono partiti in processione intorno alle 12. La fiumana di fedeli si è mossa lungo il quartiere Pilastro e verso il centro città con i sacerdoti-guerrieri in testa a tutti. A seguire uomini, tutti rigorosamente con il turbante e le barbe lunghe, le donne con tuniche e copricapo multicolore e poi bambini e tantissimi giovani.

Numerosi anche i viterbesi affascinati dall’evento. C’è chi paragona la festa a quella di santa Rosa, chi invece non ci vede nulla di uguale. “Bello, ma peccato che i nostri due marinai siano ancora lì giù”, commenta qualcuno con chiaro riferimento alla ancora irrisolta situazione dei marò. Grande anche lo spiegamento delle forze dell’ordine.

Lungo il percorso c’era chi donava bottiglie d’acqua, bibite e manciate di frutta secca, mentre i fedeli intonavano canti e preghiere nella loro lingua.

Ad aprire il corteo un carro addobbato con fiori e festoni. All’interno pochissimi “eletti” seduti su morbidi cuscini e piume sontuose, insieme al libro sacro della cultura Sikh, il cui anniversario si festeggia ogni settembre dal lontano 1604. A fare strada al carro alcuni indiani che, con scope e acqua, pulivano il passaggio.

Durante la processione gruppi di indiani si sono scontrati a duello e a colpi di gatka, l’arte marziale tradizionale. Sciabole, mazze e fruste sono volate in cielo.

Grandi assenti invece i fachiri, i letti di chiodi e le danze tra lingue di fuoco. Gli scorsi anni c’era addirittura chi si faceva spaccare in testa un cocco con grosso martello.

Così in una serena e calda domenica di fine agosto, dalla mattina al pomeriggio, Viterbo si è trasformata in un tripudio di colori, aromi e un susseguirsi di inni e note musicali.

Raffaele Strocchia


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