Viterbo – “Mica dobbiamo correre dietro ai cani randagi…”
A Mauro Charlie, presidente Enpa sono arrivate segnalazioni di risposte su questo tono a persone che si sono rivolte al servizio veterinario.
Per questo il presidente Enpa ha scritto una lettera aperta al responsabile del servizio, Chiatti, per capire se le segnalazioni risultano essere vere e con l’occasione chiede delucidazioni su altri punti, fra cui i canili sanitari.
La lettera del presidente Enpa a Chiatti
Siamo a scriverle in quanto recentemente ci giungono diverse segnalazioni circa interventi di recupero e soccorso cani e gatti randagi durante i quali sembrerebbero ripetersi, da parte di veterinari di servizio allertati tramite il 118, risposte quali: “dopo che ha fermato il cane ci chiami” o ancora “mica dobbiamo correre dietro ai cani randagi”.
Se ciò rispondesse al vero si tratterebbe di una grave mancanza da parte dell’affidatario del servizio: le chiediamo però di effettuare una meticolosa verifica in merito a quanto sopra esposto.
Rappresentiamo inoltre notevoli disagi nello svolgimento della nostra attività di volontari a causa della mancanza di informazioni circa l’elenco dei canili sanitari in provincia di Viterbo.
È nostro desiderio, oltre che dovere morale, poter visitare tali strutture. La sollecitiamo quindi a fornirci elencazione puntuale di tali servizi sul territorio provinciale.
Infine, in considerazione della mancanza di cliniche veterinarie (l’animale incidentato non può essere ricoverato in ambulatori senza possibilità di degenza) convenzionate Asl ed in virtù del fatto che la lontananza della base di partenza degli interventi (Tivoli) potrebbe causare ritardi negli interventi, siamo ad esprimerle tutta la nostra preoccupazione circa l’esito e l’efficacia delle attività di soccorso.
Una base unica di partenza a Barbarano Romano, quale si desume dalle ultime voci circolanti di cui tra l’altro le chiediamo di confermare o smentire la veridicità, sarebbe comunque troppo poco per assicurare un efficiente servizio di recupero e soccorso.
Viste le considerazioni sopra descritte, l’E.N.P.A. di Viterbo chiede ai responsabili Asl di conoscere:
1. quali misure siano in atto per migliorare il servizio;
2. quali siano e con quali criteri siano stati designati i canili sanitari;
3. quali siano e con quali criteri siano state designate le cliniche;
4. se da rilevazioni e controlli in merito al servizio del recupero e soccorso dei cani risultano dei disservizi
5. in caso di risposta affermativa al punto 4), come ha agito l’Asl e quali soluzioni con l’azienda appaltatrice intende intraprendere per un servizio migliore.
Mauro Angelo Dino Chiarle presidente Enpa provincia di Viterbo
