Canepina – Il derby viterbese ai gialloblù (fotocronaca – slide).
In un Palozzi dalle temperature estive, ma dal pubblico invernale, è andato in scena il derby tra Viterbese e Virtus Flaminia.
Una partita tosta, sia per il livello delle squadre – entrambe giocano in serie D – che per l’impegno mostrato in campo, che è sfociato in un match maschio e piacevole.
Meglio i ragazzi di Sanderra, sia per il risultato che per il gioco mostrato: buono, ma ancora non ai ritmi che il tecnico romano vorrebbe.
Inizialmente i Leoni sono schierati con il 3-5-2: Saitta tra i pali, Dalmazzi, Dierna e Scardala in difesa, Pandolfi, Cuffa, Ansini, Nuvoli e Neglia in mediana, Addessi a sostegno di Nohman davanti.
La prima frazione di gioco, terminata sullo 0-0, non offre grandi occasioni da rete, ma lo spettacolo è bello.
In apertura, Addessi conquista una punizione dal limite, di cui si incarica Nohman. Il centravanti gialloblù calcia un bel piazzato, che però finisce alto sopra la traversa.
A metà frazione Sanderra inizia a fare alcuni cambiamenti tattici. Pandolfi scala in difesa, Neglia si avvicenda con Addessi nel ruolo di seconda punta e la Viterbese passa al 4-3-1-2.
Una variazione che incrementa la fluidità del gioco, ma non il numero delle occasioni. Da lì in poi, da segnalare solamente un bel destro di Cuffa a seguito di una buona sponda di Nohman, ma che il portiere avversario è bravo a parare.
Nella ripresa, tre sostituzioni: Pini con Saitta, Dalmazzi con Pacciardi e Ansini con Okoli. Quest’ultimo, attaccante classe ’97, è uno dei due ragazzi nigeriani arrivati in prova.
Dopo i primi quindici minuti di gara Sanderra cambia ancora e torna al 3-5-2. Entrano Perocchi al posto di Pandolfi e Arubi al posto di Nuvoli, con i due nuovi entrati che si schierano, rispettivamente, esterno destro e sinistro di centrocampo.
Il nuovo cambio di modulo giova ai gialloblù che nell’azione seguente vanno subito in gol con Neglia, che agisce da interno di centrocampo. Il numero 7 è bravo a liberarsi in mezzo all’area di rigore e lascia partire un sinistro rasoterra che si schianta sul palo ed entra in rete.
Nel finale, poco da segnalare. Tanto gioco a centrocampo, segno di una partita tosta, ma poche azioni da rete. La più importante, nel finale di gara con Nohman che a seguito di un contropiede scatta lungo sulla fascia e poi taglia il campo con un passaggio per il neo entrato Fé. Quest’ultimo, libera Perocchi sull’esterno dell’area di rigore avversaria, ma il tiro del 19 finisce di poco a lato.
Una vittoria sudata, forse ancor di più di quella contro la Pianese. Una partita dura e giocata con la giusta cattiveria, anche se ancora il livello del gioco non è al 100 per cento.
La strada è quella giusta, ma c’è ancora da lavorare. Con un occhio sul campo, e uno verso il consiglio federale della Figc e il tribunale del Coni, che la settimana prossima potrebbero portare notizie molto più che positive per l’ammissione in lega Pro.
Sul mercato, infine, piace l’attaccante Alessandro Romeo, attualmente svincolato e in cerca di una nuova sistemazione.
Samuele Sansonetti





