Viterbo – Un irripetibile cocktail naturale di oligoelementi, vitamine, biomolecole attive, unite alle proprietà dell’argilla e dell’acqua termale nella quale matura, è la straordinaria fisionomia del fango sulfureo vergine delle Terme dei Papi.
Il fango viene estratto dal laghetto termale del Bagnaccio, dopo un lunghissimo e naturale processo di arricchimento, chiamato maturazione, ed è già pronto per l’uso.
Per tale motivo, nelle Terme dei Papi non si usa mai fango maturato artificialmente in silos o in vasche di decantazione.
Negli ultimi decenni, numerosi studiosi, anche di oltre oceano, hanno analizzato le eccezionali caratteristiche di questo fango. Un recente lavoro scientifico, progettato e coordinato dall’Università della Tuscia, ne ha evidenziato le notevoli proprietà antiossidanti, utilizzando metodiche sperimentali di alto profilo, compresa la risonanza magnetica nucleare.
La matrice organica del fango termale maturo, prodotta dalla microflora presente nel laghetto del Bagnaccio, contiene molecole con attività anti-radicali liberi e attivatrici della riparazione dei tessuti, sostanze antinfiammatorie, sostanze che nutrono la cute e il sottocute, aggregati di molecole (fosfolipidi) che facilitano il trasporto dei composti naturali terapeutici attraverso la cute e verso gli organi bersaglio del trattamento (per es. cartilagine, tendini, muscoli).
Per tali motivi la fangoterapia presso le Terme dei Papi ha un posto di particolare rilievo ed è utilizzata sia nella terapia delle malattie reumatiche (anche in convenzione con il Ssn) sia nel trattamento di vari inestetismi cutanei.
Nel primo caso, i lavori scientifici mostrano una lunga durata degli effetti terapeutici e la rarità di effetti collaterali, di solito un problema rilevante nell’approccio farmacologico alle malattie reumatiche.
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