Viterbo – Santa Rosa è arrivata a Viterbo (gallery – slide).
Si capisce poco per le pagine di giornale che ricoprono la superficie della statua e solo avvicinandosi si scorge il volto angelico. Quello di una bambina dagli occhi grandi.
Il velo che cade sulle spalle e le vesti morbide fasciano il corpo. Tra le mani giunte all’altezza del ventre, una rosa a gambo lungo il cui fiore va a finire sul petto.
E’ la statua di santa Rosa che spicca nel mezzo del cantiere della Edilnolo e che sarà posizionata in cima a Gloria.
Arrivata al capannone sulla Tuscanese solo due giorni fa, era il pezzo più atteso. Quel simbolo che svetta tra i tetti della città al buio la sera del 3 settembre.
Al cantiere si lavora freneticamente. Da mattina e sera, perché il 19 agosto, giorno in cui la macchina sarà assemblata a san Sisto, si avvicina.
Nel capannone, però, non si respira ansia. Tutto è al suo posto e tra i pezzi della macchina, gli operai si muovono in armonia. Sono affiatati e decisi a portare a termine il lavoro. Senza sottovalutare nulla.
Ora l’attenzione è concentrata sul secondo e terzo blocco di Gloria, ossia la parte superiore. “La macchina – dice Mirko Fiorillo -, salvo imprevisti, sarà ultimata per ferragosto, dopodiché ci dedicheremo agli ultimi ritocchi. La base è quasi pronta, manca solo la pesatura che ci servirà da spia per le altre due parti, nel senso che, se rientrerà negli standard, ci orienterà su come procedere col resto. Sono convinto che ci siamo”.
I Fiorillo rompono col passato e aprono le porte del cantiere. Chiunque, passando sulla Tuscanese, può ammirare la macchina e chi la sta costruendo. “Sono venute molte persone a vedere i lavori. Ormai, anche coi social network, è impossibile tenere segrete certe cose. E poi vogliamo che la gente viva in prima persona questa tradizione, non limitandosi al tre settembre.
In questo modo, vogliamo avvicinare i viterbesi ed è bello che la gente si renda conto di ciò che c’è dietro alla realizzazione della macchina, che è di tutti. Questa, poi, è solo una parte, l’effetto finale sarà tutta un’altra cosa. Di certo, non mancheranno sorpresa e stupore”.
In settimana anche i tecnici del comune, Capoccioni e Morucci, hanno fatto un sopralluogo. “Sono venuti per vedere come stessero andando i lavori e si sono resi conto che tutto procede alla grande, secondo i programmi stabiliti”.
I Fiorillo sono consapevoli di cosa abbia reso tutto ciò possibile. “Lavoriamo in team – spiega Stefano Fiorillo – ed è questo il segreto di una buona riuscita. Andiamo d’accordo, ognuno sa esattamente quello che deve fare e non ci intralciamo. Spesso ci raggiungono anche i facchini e lo stesso ideatore Raffaele Ascenzi. E’ proprio la sintonia che ci permette di fare ogni cosa al meglio”.
Una specie di grande famiglia in cui non mancano i momenti di condivisione. Come la cena di venerdì scorso “a lume di Gloria”. “Abbiamo fatto una piccola prova con l’illuminazione, anche con una parte di fiamma viva. L’effetto è molto piaciuto al nostro staff, al consiglio del Sodalizio e allo stesso Ascenzi, anche se le fiaccole erano solo una parte. Quando saranno 655, sarà uno spettacolo”.
Sudore e fatica, quindi, che sono nulla rispetto al risultato che sta nascendo. “Siamo qui dalla mattina alle 7 fino a circa le 21 – riprende Mirko Fiorillo -. La squadra è composta da una decina di persone, tra i nostri operai e quelli di Viareggio. Avevamo messo in conto di passare l’estate qui e, quando sarà finito, sono convinto che ci mancherà. E’ un’esperienza professionale unica e un traguardo che ci sprona a fare sempre meglio. Non so descrivere a parole le emozioni che ognuno di noi vive ogni giorno”.
Paola Pierdomenico









