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“Si potevano risparmiare altri 270mila euro…”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini 

Viterbo – Aumentano le tasse, l’assessora al Bilancio Luisa Ciambella lo ha detto in tutte le salse: manovra indispensabile per mantenere i servizi indispensabili, messa in atto solo dopo avere tagliato tutto il tagliabile fra le spese a palazzo dei Priori.

Nessun altro risparmio è possibile? Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha cominciato a leggere il bilancio e fra le pieghe, tra un capitolo e l’altro, qualcosa ha trovato.

Almeno 142mila euro per spese cui si potrebbe fare a meno, cui aggiungere, volendo, altri 130mila euro, se giunta e consiglio di riducessero del 30 per cento i compensi, come la consigliera ha deciso di fare.

Totale: circa 270mila euro da investire per rendere meno pesante la pressione fiscale ai viterbesi.

Nel dettaglio: alla voce fondi per missioni consiglieri, su 8mila euro previsti ne sono stati consumati tremila. I restanti 5.500 si possono togliere.

Funzionamento uffici presidenza del consiglio: 27.800 euro previsti, impegnato 11.010, si possono tagliare almeno 8mila euro.

Servizio comunicazione istituzionale di supporto all’ufficio stampa: previsti novemila euro, impegnati quattromila. Ce ne sono cinquemila da tagliare.

Quindicimila euro e altrettanti per revisione convenzioni dell’ente, via.

Manutenzione uffici via Garbini, 2.500 euro da tagliare.

Incarichi di servizio legale: 220mila euro previsti, impegnati 85.500. Per la consigliera Frontini, considerando che siamo oltre metà anno, si possono tagliare almeno 80mila euro.

Acquisti per manifestazioni: previsti tremila euro, impegnati 140. Taglio possibile di 2.500.

Contributi per manifestazioni turistiche: seimila euro. “Ma non bastano – si domanda Frontini – quelli dell’imposta di soggiorno, per i quali ancora non è chiaro come intendono impiegarli?”.

C’è un capitolo per acquisto materiale vario. Da tagliare, 2.500 euro.

Incarichi professionali nel settore Lavori pubblici, previsti 14.500, di cui nemmeno un euro impegnato. “Almeno 12mila euro si possono tagliare.

Tutte queste cifre portano a un totale di 142mila 700 euro. Nemmeno uno di questi capitoli va a tagliare spese per investimenti o per “idee di città” come dice Rossi, anche perché come lui stesso ammette, in questo bilancio ce ne sono ben poche di idee.

Sono piccole sacche di sprechi che messe insieme fanno un bel gruzzoletto”.

Ma si può fare di più. “Andando alle spese della politica. Giunta e sindaco costano 275mila euro, il consiglio comunale 160mila.

Prima di portare le tasse al massimo per i cittadini, la politica deve ridurre i suoi costi.

Se chiedono sacrifici ai viterbesi, i primi a doverli fare sono i politici.

Io mi sono tagliata il 30 per cento del gettone di presenza, facendolo confluire su un conto corrente dedicato e adesso è in corso un sondaggio partecipato per decidere come investire la somma.

Loro, invece, prendono fino all’ultimo euro che il regolamento consente, compresi i rimborsi chilometrici per chi viene da fuori Viterbo.

Un taglio del 30 per cento alle spese di giunta e consiglio vale 130mila 500 euro”.


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