Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La casa di cura Salus, per motivi legati alla riduzione di 23 posti letto dei 48 posseduti, ha utilizzato lo strumento della cassa integrazione in deroga dal 14 febbraio 2011 al 30 settembre 2013 che ha coinvolto 14 ausiliari (Ota).
Il primo ottobre del 2013, successivamente all’accordo sottoscritto tra Regione, proprietà, Unindustria e sindacati, si è passati a un contratto di solidarietà difensivo che ha previsto per i quattordici dipendenti interessati un part-time di 18 ore.
Ancora oggi, a distanza di circa due anni, i quattordici lavoratori della casa di cura Salus aspettano l’integrazione prevista dal contratto di solidarietà sull’orario mancante che dovrebbe essere erogato dalla direzione generale per le politiche attive e passive del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Ogni settimana i lavoratori chiamano il numero dedicato per conoscere la data di pagamento.
Ultimamente la beffa: avuta notizia della messa in pagamento, non se ne fece nulla perché l’operatore al telefono, sbagliando numero di pratica, diede una informazione errata.
Viene da chiedersi se si può chiamare solidarietà questa, considerato il ritardo incomprensibile e continuo che lede la dignità sociale ed economica di questi lavoratori.
Da notizie in nostro possesso, anche a Roma, se ne parlerà dopo Santa Rosa. Speriamo.
Mario Malerba
Segretario generale Cisl Funzione pubblica Viterbo
