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Spirale di fede vola tra due ali di folla

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Spirale di fede

Spirale di fede

Spirale di fede

Spirale di fede

Maria Antonietta Palazzetti, il sindaco Michelini, Raffaele Ascenzi

Maria Antonietta Palazzetti, il sindaco Michelini, Raffaele Ascenzi

Spirale di fede

Spirale di fede

Spirale di fede

Spirale di fede

Spirale di fede

Spirale di fede

Il capofacchino Pino Loddo

Il capofacchino Pino Loddo

Lorenzo Celestini

Lorenzo Celestini

I minifacchini del Pilastro

I minifacchini del Pilastro

Spirale di fede

Spirale di fede

Viterbo – Spirale di fede infiamma il Pilastro e sfila tra due ali di folla (fotogalleryslide).

Lo sforzo e la fatica gli si leggono in faccia ma guai a chiamarli bambini (video). I minifacchini del Pilastro sono mini solo nella statura perché il loro animo è grande, tanto quanto quello degli adulti. Sono preparati, compatti e forti proprio come loro.

Questa sera, per le strade oscurate del quartiere, centinaia di persone hanno assistito entusiaste al passaggio di Spirale di fede, riproduzione della macchina che dal 1979 al 1985 ha sfilato per le vie del centro storico.

Quattro quintali e trenta chili di peso per oltre dieci metri d’altezza. Un vortice di luce, bellezza ed eleganza.

Il 45esimo trasporto della minimacchina del Pilastro è stato impeccabile. Come sempre a guidare i centrotrenta principini di santa Rosa Pino Loddo, storico capofacchino. Quarantaquattro anni di trasporto sulle spalle e l’entusiasmo di sempre.

“Guidare e affrontare il trasporto della macchina di santa Rosa del quartiere – ha detto Loddo -, vicino a giovani facchini forti e volenterosi, è sempre un’emozione unica”.

Alle 21,15 il “Sollevate e fermi”. Lo grida il figlio di Nello Celestini, Lorenzo. “Da lassù papà vi sta guardano”, assicura ai minifacchini del Pilastro.

Al via ci sono tutti: il sindaco Michelini, Raffaele Ascenzi e don Flavio. Con loro anche Maria Antonietta Palazzetti. Nel 1979 fu lei a ideare, insieme al marito Rosario Valeri, Spirale di fede.

La macchina si alza e vola tra due ali di folla. Da via Rossi Danielli a viale Bruno Buozzi è un trionfo con il pubblico in estasi. Santa Rosa, a dodici metri di altezza, sembra toccare le case e gli alberi.

Ad ogni fermata i minifacchini si lasciano andare a un urlo liberatorio. E tra chi si abbraccia e sorride c’è anche chi non regge l’emozione e si commuove. Pochi minuti di riposo e si riparte. 

A largo Alessandro Volta e davanti la chiesa, le girate. La prima dedicata a Luca Brancadoro, un pilastro del comitato scomparso poco più di un anno fa, la seconda alla memoria di Giorgio Kuzminsky e Antonietta Perriaca.

Il quartiere è al buio e Spirale di fede illumina i volti entusiasti e orgogliosi di mamme, papà e nonni. I principini di santa Rosa ce l’hanno fatta. Davanti l’edicola di viale Bruno Buozzi l’arrivo, con la minimacchina che poggia sui cavalletti.

Qui la dedica a Rosario Valeri e a tutti i facchini che ora sono al fianco di santa Rosa. L’intero trasporto era per Nello Celestini.

Spirale di fede è entrata nella storia, ancora una volta. La sua “mamma”, la macchina dei grandi, nel 1984 venne trasportata eccezionalmente anche il 27 maggio per poter essere ammirata da papa Giovanni Paolo II in visita a Viterbo.

Allora il pontefice disse: “E’ uno spettacolo stupendo, una testimonianza eccezionale di fede”. E così è stato, anche trentun anni dopo.

Raffaele Strocchia


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