Viterbo – (g.f.) – Sindaco e assessori si tagliano il cinquanta per cento dello stipendio. Magari.
I consiglieri partecipano gratuitamente alle commissioni. In un prossimo futuro, magari.
Il presidente del consiglio si riduce della metà il compenso. Futuribile.
In consiglio comunale arrivano gli emendamenti al bilancio proposti da Arduino Troili (Pd).
Sono tre. Chiedono tutti, tagli ai costi della politica. Tutti bocciati.
“Chiedo di devolvere il 50 per cento del compenso al presidente del consiglio – osserva Troili – alla Caritas”.
Vota a favore soltanto il presentante. Il centrosinistra si diversifica tra contrari e astenuti. La minoranza è fuori dai banchi.
Altro emendamento, altro giro, stesso risultato. Taglio alla metà dei compensi ad assessori e sindaco. Vota sì soltanto Troili.
“Dopo due anni e mezzo in consiglio comunale – osserva Troili – e maledico me stesso per aver voluto fare quest’esperienza, chiedo che i gettoni nelle commissioni siano aboliti e che si partecipi solo a livello di volontariato. Non siamo venuti qui a fare business”.
Altra bocciatura. E si arriva al taglio dei compensi targati stavolta Pd. Tagli percentuali.
Livello del dibattito molto basso, per Filippo Rossi (Viva Viterbo). Si è tagliato il 100 per cento del compenso.
“Il più delle volte qui si parla del nulla, che alla gente interessa nulla – osserva Rossi – non interroghiamoci sul rimborsino di presenza, ma sulla nostra inutilità. Ecco perché non partecipo spesso ai lavori. Per venire qui a presentare ordini del giorno per fare marchette a un amico.
Tanto poi non cambia niente”. Daniela Bizzarri si dissocia dall’emendamento presentato dal suo stesso partito, rimborso spese. Mentre Tofani boccia l’impostazione.
Non si tratta di costi della politica, ma della democrazia: “Togliendoli – dice Tofani – equivale a far partecipare alla vita politica solo chi ha possibilità economiche. Questa è demagogia”.
La maggioranza si spacca. Cinque sì, quattro astenuti e dodici contrari.
Tutto tempo perso. Tanto qualsiasi tipo di taglio ai compensi è a titolo volontario. Assessori, sindaco e consiglieri possono rinunciare in qualsiasi momento.
Se anche fossero stati approvati tutti gli emendamenti, senza una rinuncia personale, non sarebbe cambiato nulla.
