Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mi riferisco alla classifica delle province italiana in merito all”Indice di sportività pubblicat0 il 17 agosto scorso da Sole 24 ore, classifica che relega la Provincia di Viterbo al 90esimo posto.
Ho preso atto che alcuni parametri utilizzati per calcolare la “sportività” prendono in considerazione la presenza nella città di una società professionistica.
Vedi Torino balzata dal 29esimo posto al quarto grazie ai successi della Juventus, oppure Firenze è prima grazie ai risultati del calcio e per la Firenze Marathon. O anche Macerata che scende al 22 posto grazie agli insuccessi della Lube pallavolo.
Sinceramente mi sembra penalizzante per tutto il resto del Paese: 20 città sono in serie A e precedono le altre che non possono vantare tale ruolo professionistico, tra l’altro sostenuto da milioni di euro per l’attivazione.
I parametri dovrebbero essere ben altri.
L’ho già detto e lo ripeto: la provincia di Viterbo registra la presenza di otre 700 società sportive e circa 60mila praticanti: un dato molto importante per una provincia di 60 comuni la maggior parte registra la residenza di poche migliaia di cittadini, con difficoltà enormi relativamente agli impianti sportivi.
A Viterbo il campo scuola dell’Atletica leggera ospita ogni anno circa 40mila presenze tra atleti ed appassionati.
Due società di pallavolo in serie A2, baseball e rugby due grandi realtà, un campione del mondo nel tiro a volo, vari campioni d’Italia in molte discipline sportive, un campione del mondo nel nuoto Juiniores, grandi risultati nel pattinaggio e nella ginnastica, eccellenze nella danza sportiva decine di scuole dei vari sports con migliaia di bambini, l’Edu camp del Coni Viterbo con 780 presenza in cinque settimane, le grandi manifestazioni cittadine Stradacalciando, Viterbo con amore, Eroica il festival dello sport, Il trofeo italia di nuoto, il ciclismo; l’elenco sarebbe lunghissimo , presto sarà redatto per intero e divulgato.
Cosa manca per me: manca una corretta informazione da parte degli organizzatori di eventi, manca lo spirito di unire le forze sportive (ognuno pensa solo al proprio giardino), dobbiamo tutti insieme dare il giusto valore allo sport non solo quello agonistico, ma evidenziare i valori sociali, quelli del volontariato e tutto ‘l’indotto che viene coinvolto.
Mi meraviglia che dopo tre giorni dalla pubblicazione della cosiddetta “classifica” che penalizza oltre modo Viterbo, nessuno degli addetti ai lavori del mondo dello sport non abbia reagito a difesa del proprio operato.
Proporrò la costituzione di un tavolo per approfondire e valutare il perché debba verificarsi questa antipatica situazione.
Alessandro Pica
Delegato Coni provincia di Viterbo
