Viterbo – Più lago che mare. Toccata e fuga negli agriturismi.
Sembrano queste le tendenze del Ferragosto 2015. Un weekend di mezz’estate bagnato dalla pioggia, ma il lago di Bolsena in particolare scoppia di turisti.
L’Hotel Columbus è al completo. Idem l’agriturismo La Perazzeta, affacciato sul versante di Gradoli. Piena anche la Valle di Vico a Caprarola.
Ai turisti piace l’all-inclusive: strutture complete, che siano insieme albergo, ristorante, piscina. Forse anche per questo i piccoli alberghi in provincia arrancano: “Il turismo del lago di Vico è fatto molto più di visitatori locali che non di stranieri – afferma Alessandro Quatrini, titolare dell’hotel Rio Vicano -. Il litorale si popola di gente che proviene dal comprensorio della provincia e a fine giornata torna a casa. Difficile che si fermino”.
Al mare, alti e bassi. I titolari non si lamentano, ma il confronto con gli anni passati è impietoso. “La gente c’è e pure le prenotazioni, ma è tutto molto fiacco rispetto agli altri anni”, concordano Fiorello Fiorelli e Massimo Santo, titolari del “Cormorano” di Montalto e della “Villa del mare di Tarquinia”. Tolta l’eccezione dell’anno scorso, con un’intera stagione funestata dalla pioggia, il pienone del passato non c’è più. “Noi abbiamo 60 ombrelloni prenotati – continua Santo -, ma la spiaggia libera accanto, che era sempre un tappeto di gente, adesso è vuota. Un deserto”.
La tempesta è in arrivo, almeno così dice il meteo di Ferragosto. Ma gli alberghi del litorale non la temono: tutto pieno all’“Hotel Vulci” di Montalto – “trend nella norma”, per il titolare Salvatore Lazzoi – come anche alla tarquiniese “Villa Tirreno”. Che, però, ripete il ritornello di molti: non è più come una volta. “A Ferragosto abbiamo sempre lavorato – spiega il proprietario, Manrico Lodi -. Adesso puntiamo più che altro sui weekend che sono i nostri picchi, mentre nei giorni feriali c’è meno da fare. Si lavora con molta meno continuità rispetto a qualche anno fa”.
Gli agriturismi si accontentano e, soprattutto, si adattano. “Campo antico” di Orte e “Il cane giallo” di Vejano non sono pieni, ma non si lamentano: “C’è un buon movimento – dice Marina Carta, dell’agriturismo vejanese -. Niente di paragonabile a tre, quattro anni fa… Quello di adesso è un turismo saltuario. Di passaggio”.
La nuova moda sembra essere quella dei soggiorni brevi, prenotati last minute. Un weekend, possibilmente con colazione o pensione completa. “Il vero trend è la ristorazione – spiega Elisabetta Baldelli, dell’Agriturismo Sant’Angelo di Acquapendente, laureata con una tesi sulla promozione turistica della Tuscia -. Le strutture che possono offrire ‘pacchetti completi’ vincono. I turisti vogliono tutto a portata di mano, non amano, per esempio, il ristorante convenzionato con il bed and breakfast. Vogliono che sia tutto compreso all’interno di un’unica struttura. In generale, rispetto agli altri anni, c’è un calo di presenze. E anche di certezze: abbiamo avuto tutte prenotazioni dell’ultimo secondo senza caparre. Tutto pieno. Ma avrò la conferma solo quando li vedrò arrivare”.


