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“Ho guardato al passato per proiettare Gloria nel futuro”

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Macchina di Santa Rosa - Gloria di Raffaele Ascenzi

Macchina di Santa Rosa – Gloria di Raffaele Ascenzi 

Santa Rosa - La prova luci di Gloria

Santa Rosa – La prova luci di Gloria

Santa Rosa - La prova luci di Gloria

Santa Rosa – La prova luci di Gloria

Raffaele Ascenzi

Raffaele Ascenzi

Santa Rosa - La prova luci di Gloria

Santa Rosa – La prova luci di Gloria

Santa Rosa - La base di Gloria vista dall'alto

Santa Rosa – La base di Gloria vista dall’alto

Santa Rosa - L'assessore Barelli sotto Gloria

Santa Rosa – L’assessore Barelli e il presidente Mecarini sotto Gloria con il sindaco senegalese di Keur Madiabel, Aliou Kebe

Santa Rosa - Un gruppo di studentesse americane ammira Gloria

Santa Rosa – Un gruppo di studentesse americane ammira Gloria

Santa Rosa - La prova luci di Gloria

Santa Rosa – La prova luci di Gloria

Santa Rosa - La prova luci di Gloria

Santa Rosa – La prova luci di Gloria

Santa Rosa - La prova luci di Gloria

Santa Rosa – La prova luci di Gloria

Viterbo – Gloria è tornata a illuminarsi. 

Ancora prova luci per la nuova macchina di santa Rosa, che ieri sera è stata nuovamente scoperta e illuminata sotto gli occhi attenti di tanti viterbesi (video – fotogalleryslide). Un’operazione necessaria per testare l’effetto delle ultime modifiche fatte su Gloria. La prima prova luci, in occasione delle pennette sotto la macchina, aveva infatti mostrato un’illuminazione non ancora omogenea, con le guglie troppo accese e alcuni punti, soprattutto quelli centrali, troppo bui.

In questi nove giorni Raffaele Ascenzi con i costruttori e i tecnici di Gloria hanno lavorato senza sosta per migliorare l’illuminazione elettrica.

“Sulla macchina – spiega l’ideatore Ascenzi – ci sono 450 luci a led e, volendo, durante il trasporto posso esserne azionate anche solo la metà. 115 faretti, 108 per gli angeli, nove fari a diffusione per gli ostensori, 49 metri di strisce led. Il gruppo elettrogeno è di nove chilowat”.

Insieme all’impianto elettrico, a illuminare la macchina, anche 700 fiaccole. E per rendere ancora più suggestivo il passaggio di Gloria tra le vie, buie, del centro è stato necessario aggiungerne altre sulla base.

“Sono stati posizionati altri 32 lumini a fiamma viva sulla parte bassa della macchina, ai piedi dei primi facchini inginocchiati – spiega Ascenzi, – perché ci siamo resi conto che serviva il bagliore e il tremolio delle luci naturali”.

La prima prova è stata efficace proprio per questo, per testare la luce della semisfera da cui parte tutta l’evoluzione delle forme architettoniche. La giusta illuminazione per la base è stata trovata anche grazie all’introduzione dei varialuce, sistemi di illuminazione che possono variare di intensità.

Dalla base a santa Rosa, che svetta a trenta metri di altezza con il suo candido mantello bianco. “C’erano delle ombre sulla santa – spiega Ascenzi -, soprattutto nella parte che va dalle braccia al viso. Lì siamo intervenuto con un diffusore del raggio del faretto, perché l’illuminazione di santa Rosa è fondamentale”. Questa è stata infatti la prova luci più attesa e importante della serata.

In una piazza san Sisto completamente al buio, Gloria è apparsa ancora una volta in tutta la sua bellezza, ma l’effetto definitivo ci sarà solo la sera del 3 settembre. “Nemmeno io la conosco ancora – assicura Ascenzi -. Il 3 sarà una sorpresa per tutti”.

In tanti sotto la macchina con il naso all’insù. Oltre al presidente del sodalizio Massimo Mecarini, al capofacchino Sandro Rossi e al costruttore Vincenzo Fiorillo, anche l’assessore Giacomo Barelli con il sindaco di un comune senegalese gemellato con Viterbo.

Ad ammirare Gloria anche un gruppo di studentesse americane arrivare da poco in città. Assisteranno al trasporto del tre settembre e, nonostante vengano da lontano, sono emozionate e in fibrillazione anche loro.

Raffaele Ascenzi è orgoglio della sua creatura e dell’entusiasmo della gente. “Sono pienamente soddisfatto – dice – perché Gloria non piace solo a me, ma sta incantando molti”.

E’ emozionato, nonostante non sia la sua prima macchina a sfilare per le vie di Viterbo. Dal 2003 al 2008 c’era stato il trionfo di Ali di luce. “Rispetto ad Ali di luce, in Gloria c’è ancor di più la storia delle macchine – dice Ascenzi -. Ci sono quattro secoli di macchine: da quelle neogotiche di Papini a Volo d’angeli, passando per la creazione del 1959 di Angelo Paccosi. Il suo – continua – è stato un passaggio fondamentale per le storie delle macchine. Con prepotenza è voluto tornare alla tradizione ma, così facendo, è stato il preludio al celebre passaggio di Volo d’angeli. Nella storia succede sempre così, si fa un passo avanti e uno indietro”.

Prendendo esempio da Paccosi, Ascenzi ha voluto fare lo stesso con Gloria. “Ho fatto quattrocento passi indietro, per farne uno gigante avanti – dice -. La tecnologia e la qualità realizzativa di Gloria sono infatti proiettate al futuro”.

Raffaele Ascenzi è tornato alla tradizione. E’ stata la città a chiederglielo, i facchini in primis. “Desideravano questo. Volevano questo genere di macchina”, ha detto. E ammette: “Dopo Ali di luce, mi sono sentito un po’ responsabile di aver fatto un passo in avanti così grande”.

A pochi giorni dal trasporto, per Gloria è tutto pronto: dalle rose intrecciate intorno agli ostensori, all’imponenza degli angeli che tendono al cielo le pergamene delle preghiere. Dietro a ogni angelo una targhetta con i nomi dei facchini che dal 1988 non ci sono più; a cominciare da Nello Celestini.

Pronto anche lo spazio che conterrà le preghiere dei viterbesi raccolte nella basilica di santa Rosa, e che saranno trasportate sulla macchina la sera del 3 settembre.

Manca solo Luce di Rosa, la fiaccola benedetta da papa Francesco. Portata in staffetta da diciotto – come l’età di santa Rosa – atleti viterbesi, partirà da piazza san Pietro a Roma alle 9,30 del 3 settembre e arriverà a san Sisto dopo la benedizione in articulo mortis, quando sarà posizionata e accesa su Gloria.

Insomma, la gran parte del lavoro è fatta, ora si tratta di sistemare gli ultimi dettagli. “Sono un perfezionista – ha detto Ascenzi -. Sfrutterò tutto il tempo a disposizione per limare ogni piccolo particolare”.

Raffaele Strocchia


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