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Abbandonati sulle vie dell’esilio di santa Rosa…

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La stazione di Soriano nel Cimino

La stazione di Soriano nel Cimino

La stazione di Soriano nel Cimino

La stazione di Soriano nel Cimino

La stazione di Soriano nel Cimino

La stazione di Soriano nel Cimino

La stazione di Soriano nel Cimino

La stazione di Soriano nel Cimino 

Soriano nel Cimino – Lasciati a piedi in 160, ad aspettare un treno soppresso all’ultimo secondo.

Brutta avventura per i tanti che ieri hanno partecipato all’ultima tappa del Cammino sulle vie dell’esilio di santa Rosa.

Partiti alle ieri mattina alle 8 da Viterbo in trecento e diretti a Soriano si sono poi divisi nel pomeriggio: in 160 sono andati alla stazione per prendere il treno, con i biglietti comprati la mattina.

Per due ore e mezza sono rimasti bloccati alla stazione sorianese, in attesa del treno successivo. Quello delle 17,05, diretto a Viterbo, era stato cancellato senza preavviso. Unica fonte di informazioni: un sintetico cartello, non propriamente chiaro, con scritto a pennarello che la fermata del bus sostitutivo era in località Papacqua. A un chilometro dalla stazione. I pellegrini, a piedi, e a cinque minuti dal passaggio dell’autobus non avrebbero mai fatto in tempo a prenderlo. E non è il solo problema.

“Il bus sarebbe stato comunque di una cinquantina di posti: troppo pochi per far salire tutti – dichiara Silvio Cappelli, organizzatore della manifestazione che si svolge puntuale da undici anni dopo il trasporto della macchina di santa Rosa -. Ho chiamato l’Atac cercando di capire se si poteva provvedere in qualche altro modo. Niente. Il prossimo treno era alle 19,32. Nessun modo di inviare mezzi sostitutivi. Dall’Atac mi hanno detto: ‘Fatevi sentire, perché è una vergogna!”. Io direi meglio uno scandalo. Un modo di dare una cattiva immagine della provincia e di fare una pessima figura. Anche i sindaci dovrebbero ribellarsi per questo cattivo funzionamento dei trasporti”.

Le foto sono tragicomiche: 160 persone impalate ad aspettare in una piccola stazione fantasma che, forse in uno dei suoi massimi momenti di affluenza, lascia i pendolari senza treno e senza uno straccio di posto a sedere- 

Tra i pellegrini, anche un gruppo di studenti americani del programma Usac, l’equivalente dell’europeo Erasmus. Visto che andavano in cammino sulle vie dell’esilio l’Atac deve averli presi in parola.


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