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Appalto differenziata, Santori scarica tutto su Curti

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 Adriano Santori

Adriano Santori

Appaltopoli in aula, il processo Genio e sregolatezza

Appaltopoli in aula, il processo Genio e sregolatezza 

Graffignano – Veleni politici nell’appalto per la differenziata. Un campo minato di clausole e postille e, sullo sfondo, le rivalità interne alla maggioranza comunale.

Così Adriano Santori, ex sindaco di Graffignano, descrive le vicende del servizio raccolta rifiuti porta a porta, affidato alla Gesta srl nel 2010. Sono gli anni in cui Santori è sindaco. Giulio Tullio Curti è consigliere comunale delegato alla differenziata. Per quell’appalto, finito tra le presunte gare truccate dell’inchiesta “Genio e sregolatezza”, vengono inquisiti entrambi.

Ieri, in due ore di interrogatorio in tribunale, Santori si è difeso attaccando in particolare Curti, cui è quasi arrivato a rivolgere la stessa accusa che i pm contestano a lui: Santori è imputato per aver chiesto una tangente nell’appalto per la differenziata a Michele Imperiale, che svolgeva il doppio ruolo di collaboratore della Gesta e consulente del comune di Graffignano (consulente sulla fiducia, perché un contratto di consulenza, in realtà, Imperiale non ce l’aveva). Santori pensava che “forse era Curti che voleva un vantaggio patrimoniale” e che “c’era qualcosa di strano” nei rapporti con Imperiale, perché “Curti tutelava più gli interessi del privato che quelli del comune”.

Santori, invece, dice di aver fatto solo il bene della sua amministrazione. E in vari modi. “Primo: ho messo a carico della Gesta i costi del conferimento in discarica dei rifiuti che Curti e Imperiale facevano pagare al comune – ha dichiarato ieri l’ex sindaco -. Secondo: ho chiesto a Imperiale ‘una percentuale’ sui guadagni della differenziata. Per il comune, non per me”. Quindi, la tangente ipotizzata dai magistrati diventa – secondo Santori – una richiesta di contributi per il comune di Graffignano. “Un premio produttività”, lo ribattezza il pm Stefano D’Arma, contrariato davanti a una strategia difensiva inedita. “Più rifiuti la ditta raccoglieva, più incassava – spiega Santori -. Allora ho detto a Imperiale se si poteva prevedere anche un ritorno per il comune di Graffignano…”.

Quasi nessuno sapeva di quella sua iniziativa. Tantomeno Curti: “Era una mia idea: non volevo me la rubasse in futuro o se la rivendesse politicamente. E poi di lui non mi fidavo”. Viene quasi da chiedersi – e l’accusa lo chiede – se fossero avversari politici: la risposta è no. Curti era il consigliere comunale delegato alla differenziata. Nell’amministrazione comunale Marchini, precedente a quella di Santori, era stato vicesindaco. “All’inizio non era nella mia corrente, poi, è passato nella mia stessa maggioranza con un ribaltone”, dichiara Santori. La sfiducia tra i due, forse, era reciproca: quando Imperiale racconta a Curti che il sindaco gli aveva chiesto una tangente, Curti affronta Santori, che nega. Ieri come oggi.

Due ore a parlare di differenziata. Ma anche della palestra a Sipicciano, altro appalto (lavori mai fatti) finito nel calderone delle presunte gare truccate a Viterbo e provincia. Anche qui, su Santori pesa l’accusa di aver preso una tangente (pari al 10 per cento dell’importo a base d’asta) per far vincere la gara a Fabrizio Giraldo, uno degli imprenditori imputati da cui l’ex sindaco prende le distanze (un po’ come con Curti). “Nessuna tangente – si è difeso Santori -. Il 10 per cento era quanto ci eravamo prefissati di risparmiare, con ribasso e altre voci di spesa. Quello era un appalto importante per noi. Dovevamo correre. Rischiavamo di perdere un finanziamento regionale: non potevamo sbagliare”.

Stefania Moretti


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