Viterbo – Vittima di un’aggressione.
Si sente così Sabato Louis Francesco Battaglia, il 22enne fermato il 27 settembre dai carabinieri per omicidio volontario.
A dichiararlo è il suo avvocato Vito Castronuovo del foro di Roma. Battaglia è accusato di aver ucciso Federico Venzi, 43 anni, romano residente a Caprarola: un pestaggio ferale, due ore di agonia e poi la morte all’ospedale Belcolle di Viterbo, all’alba del 27 settembre (fotocronaca – slide – video).
Venzi è stato preso a pugni. Prima uno in pieno viso, che gli ha fatto saltare i denti. Poi almeno un altro. Secondo gli investigatori, avrebbe preso almeno altri calci in faccia quando era già a terra, perché il suo volto era una maschera di sangue.
Agli inquirenti, Battaglia ha detto di aver reagito alle molestie di Venzi. “Si sente vittima di un’aggressione – dichiara il suo avvocato -. La vittima ha cercato di mettere le mani addosso alla ragazza. Insultava. Mostrava un atteggiamento arrogante. Il mio assistito ha avuto paura che potesse fare del male alla fidanzata. In più, c’è stato un inseguimento lungo e martellante andato avanti per parecchi metri”.
L’accusa, al momento, è quella di omicidio volontario. La difesa auspica che sia modificata in omicidio preterintenzionale: accusa applicata a quelle circostanze in cui la morte non è il fine ultimo dell’azione, ma una conseguenza estrema e non voluta. “Ci auguriamo una rimodulazione dell’accusa in questo senso perché ci sembra ovvio che non c’era alcuna intenzione di uccidere. Questo è palese”.
Battaglia e Venzi si incontrano alle 4,45 di domenica mattina nei pressi della rotatoria vicino al terminal Riello. Battaglia è con la fidanzata Lorella Colman. Venzi con un amico di nazionalità marocchina; vengono da un locale in via De Lellis. Camminano a piedi quando incrociano la coppietta. Per Battaglia, Venzi arriva ad allungare le mani sulla ragazza. Scappano da un’uscita della rotatoria all’altra, finché il 22enne si ferma e assesta un primo colpo in faccia a Venzi. Ne segue almeno un altro. Poi la fuga. Ma anche Battaglia si ferisce. E i carabinieri, in conferenza stampa, racconteranno di essere risaliti al 22enne grazie alle descrizioni fornite dai testimoni ma anche seguendo il percorso di quelle tracce di sangue, fino a bussare a casa del ragazzo che cercava di coprirsi le mani tenendole in tasca.
Per Battaglia scatta il fermo per omicidio. Per la fidanzata, studentessa universitaria 22enne di Vetralla, la denuncia a piede libero per favoreggiamento.
L’avvocato sottolinea che “il fatto che il 22enne sia figlio di un pentito di camorra non c’entra nulla con l’arresto e, quanto all’omertà, nessuno ci ha fatto domande sulla famiglia o le origini, né a Battaglia, né ai suoi amici”. All’interrogatorio di garanzia, Battaglia è disposto a ripetere quanto ha già raccontato al pm Massimiliano Siddi.
Il 22enne è in carcere a Viterbo in isolamento come da prassi fino a prima dell’interrogatorio davanti al gip e in considerazione della grave accusa di cui risponde.
Ieri, intanto, il medico legale Maria Rosaria Aromatario ha svolto l’autopsia sul corpo di Federico Venzi al cimitero San Lazzaro di Viterbo. La causa della morte, secondo gli investigatori, va ricercata nella violenza dei colpi inferti al volto e alla trachea. Prime ipotesi che solo l’autopsia potrà confermare o smentire.
Dalle indagini del nucleo investigativo e dei carabinieri della compagnia di Viterbo risulta che Venzi avesse precedenti di polizia per piccoli reati. Abitava a Caprarola con la madre, ma spesso alloggiava dai fratelli a Roma. Uno è Fabio Venzi, personaggio noto a livello internazionale, sociologo, scrittore e saggista tra i massimi studiosi di esoterismo e gran maestro dell’ordine massonico della Gran loggia regolare d’Italia.




