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Bisenzio e gli etruschi, bene la conferenza

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Il lungolago di Capodimonte

Il lungolago di Capodimonte 

Capodimonte – Riceviamo e pubblichiamo – E’stata una conferenza affollatissima ed interessante dal titolo “Bisenzio ricerca multidisciplinare su un importante centro etrusco Campagna 2015”, quella che si è svolta nel pomeriggio di giovedì 24 settembre nel Museo della navigazione delle acque interne di Capodimonte dove è custodita la famosa piroga.

L’incontro con i cittadini, appassionati storici, personaggi della cultura e le associazioni tra cui il presidente dell’Archeotuscia unitamente ai membri della locale sezione, ha visto riempirsi la sala conferenze di centinaia di persone.

Alle 17,40 il sindaco di Capodimonte Mario Fanelli, prendendo la parola ha ricordato l’impegno dell’amministrazione e la vicinanza all’equipe di ricerca che ha operato per tre mesi nel sito archeologico di Bisenzio, una città, ha ricordato il primo cittadino, tutta da scoprire, un popolo a noi caro con la sua cultura.

L’archeologo Andrea Babbi, uno dei cosiddetti cervelli in fuga che ha trovato credito per il suo progetto in Germania, ha ringraziato i presenti, le autorità la Soprintendenza archeologica del Lazio e dell’Etruria Meridionale facendo il punto sui mesi di ricerca i sopralluoghi le ricognizioni di un progetto iniziato il 6 di luglio nel territorio di Capodimonte.

Oggetto di tale ricerca sono state l’insediamento etrusco, verosimilmente localizzato presso il Monte Bisenzio, e la Necropoli ad esso attinente denominata “Olmo Bello”.

Il progetto finalizzato generosamente per il primo triennio, dalla Comunità scientifica tedesca che non ha escluso la possibilità di un estensione sempre triennale delle indagini, è stato per larga parte ideato e coordinato dall’archeologo italiano Andrea Babbi.

Questo giovane archeologo di talento già qualche anno fa ideò un progetto di ricerca sul sito di Bisenzio accolto subito in Germania dove già da 6 anni sta portando avanti le sue ricerche grazie a tre prestigiose borse di studio lì ottenute, che lo hanno portato dapprima a Berlino, poi ad Heidelberg (Univesità) e infine a Mainz ( Museo Centrale Romanico Germanico) nel cui istituto di ricerca per l’archeologia Andrea Babbi presta servizio come ricercatore.

E’ stato ulteriormente elaborato ed ampliato anche grazie a Holge Baitinger anch’egli attivo nel medesimo istituto archeologica e l’archeologia virtuale, in Italia l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambiente e l’Aerofoteca nazionale.

Il progetto coordinato da Andrea Babbi ha potuto prendere vita anche grazie alla produttiva collaborazione con il comune di Capodimonte e al coordinamento della sezione di Capodimonte dell’associazione Archeo Tuscia.

Una campagna molto fruttuosa quella di ricerca sul monte Bisenzio, da parte di  Babbi e l’equipe con il ritrovamento di 3.600 reperti tra cui frammenti di vasi di impasto con vernice rossa, cupelle impresse con incisioni e a pettine, fusaioli per la lana, pesi di telaio, strumenti specifici di tessuti, reperti in legno e ostologiche (ossa) risalenti all’età del bronzo finale.

Individuate e mappate strade acciottolate in cui si trovavano statue per attività rituali e pozzi d’acqua. E’ stata realizzata una banca dati dove tutti i frammenti sono stati numerati, catalogati, collocati.

Passati al setaccio con geo –radar del sottosuolo è stato accertato che l’abitato era situato sulla sommità del monte Bisenzio. Sono state effettuate le analisi degli oggetti, le dimensioni, la provenienza, la finitura della superfice il tipo di argilla, i colori e la datazione. Evidenziati con mezzi scientifici strade, abitato, aree e necropoli alle pendici del monte.

Tutto il materiale ritrovato, diventerà fonte di studio nei prossimo mesi e darà esaurienti risposte sulla vita dei nostri antenati grazie a questo gruppo di ricerca, che il prossimo anno, continuerà un capillare lavoro, ritornando a Capodimonte, dando continuità a questa importante ricerca sulle nostre radici di un popolo che anche a distanza di millenni, fa ancora parlare di se.

Danilo Piovani

 


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