Tuscania – Sull’inchiesta che vede coinvolto Regino Brachetti, politico tuscanese di vecchia data ed ex presidente della Lait Spa, gli inquirenti mettono il sigillo.
Sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini che, oltre a Brachetti, riguarderebbero altre 6 persone. Turbativa d’asta l’ipotesi di reato contestata dal pm Franco Pacifici.
A dicembre, pochi giorni prima di Natale, Brachetti aveva ricevuto la visita dei finanzieri viterbesi. Le fiamme gialle del nucleo di polizia tributaria si presentarono con un mandato di perquisizione spiccato dalla procura non solo a casa di Brachetti, ma anche in appartamenti e uffici degli altri indagati che, in un primo momento, erano quattro. Man mano che le indagini sono andate avanti, se ne sono aggiunti altri tre.
Sotto la lente della magistratura, un appalto da 250mila euro, vinto da un imprenditore di Tuscania indagato e presumibilmente favorito (almeno secondo gli inquirenti) e bandito anni fa dalla Lait Spa di Brachetti. Della società partecipata della Regione Lazio, attiva nel settore informatico, Brachetti è stato presidente, amministratore delegato e amministratore unico.
Un’indagine sulla quale sono sempre trapelati pochi dettagli. Ma adesso, una volta chiusa, gli stessi indagati potranno avere accesso integrale alle carte, per capire con più precisione di quali addebiti rispondono.
Articoli: Nel mirino un appalto da 250mila euro – Turbativa d’asta, indagato Regino Brachetti
