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Cantone boccia l’appalto sui parcheggi

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Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione

Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione

Ronciglione, piazza del Comune

Il comune di Ronciglione 

Ronciglione – Un appalto del comune di Ronciglione bocciato dall’Anac (Autorità nazionale Anticorruzione).

E’ arrivata a fine agosto la delibera dell’Autorità nazionale Anticorruzione su parcometri e ausiliari del traffico. Una doccia fredda in pieno clima di ferie.

Per il presidente Raffaele Cantone sorge più di un dubbio su quell’appalto triennale, del valore di 334mila euro e più, vinto dalla Sap srl. Il servizio, comprende gestione della sosta tramite parcometri e ausiliari del traffico in centro storico. 

Secondo le valutazioni dell’Anac, ad aggiudicarsi il servizio doveva essere un’altra società che aveva partecipato al bando, offrendo un maggiore ribasso della Sap.

Diversi i punti deboli dell’appalto. Sul capitolato si legge che “il servizio sarà aggiudicato a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa”. Bene: secondo la relazione di Cantone, “l’offerta risultata aggiudicataria è economicamente non vantaggiosa”. L’Anac ha setacciato da cima a fondo il bando, che “escludeva le offerte che presentassero ribassi inferiori al 60 per cento”. Quello della Sap è del 60,5 per cento, appena al di sopra del tetto minimo per partecipare. Risultato? Il punteggio da assegnare alla ditta vincitrice doveva essere minore, secondo l’istruttoria dell’Anac, tanto che dai conteggi dell’Autorità anticorruzione emerge che la Sap non doveva vincere, ma arrivare seconda. In più, si parla di “attribuzione, senza manifesta motivazione, dei punteggi alle offerte tecniche presentate”.

Cantone parla chiaro: “Tale errata aggiudicazione ha indubbie conseguenze sul piano dell’economicità dell’affidamento”. Criterio che è “tra i principi cardine cui deve essere improntato l’affidamento dei contratti pubblici”. Ma non finisce qui. 

All’Autorità anticorruzione non tornano nemmeno quei 10 euro “a titolo di rimborso spese” al concessionario (quindi alla Sap) “per ogni multa emessa regolarmente ed effettivamente riscossa, verificata dal comando di polizia locale”. Un “emolumento forfettario”, scrive Cantone, che “determina un servizio aggiuntivo che, ai sensi dell’articolo 29 comma 1 del codice dei contratti, doveva essere computato nella base d’asta”. In più, “non può essere considerato rimborso spese, perché disancorato da un’effettiva verifica circa i costi contenuti”. In pratica: come si fa a stabilire un rimborso spese così, a occhi chiusi, se non c’è ancora stata una spesa e neppure un’aggiudicazione? Solo “in via presuntiva”, conclude l’Anac. Ma non è stato fatto.

Non è la prima volta che l’appalto finisce sotto la lente dell’Anac. L’Autorità anticorruzione lo aveva valutato già nel 2013: il comune era dovuto tornare sul bando e rivedere l’importo a base d’asta. Ma l’affidamento del servizio, per Cantone, non è comunque a regola d’arte. Tutt’altro.

La corrispondenza tra l’Anticorruzione e l’avvocato del comune è partita a inizio estate. Ma a nulla è servita la risposta dell’amministrazione sui “vantaggi sia in termini di maggiori introiti, sia in termini di risparmi di spesa” e sul fatto che l’azienda che doveva vincere secondo l’Anac non ha fatto neanche ricorso al Tar.

Cantone ha deliberato la “sussistenza di un presunto danno erariale” e disposto l’invio del suo atto di delibera alla Corte dei conti, invitando il comune a rendere note eventuali iniziative.


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