Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “In attesa che sull’episodio sia fatta piena chiarezza, che siano accertate dinamica e eventuali responsabilità di terzi, ribadiamo comunque la necessità di fronteggiare una emergenza acclarata. Nessuna polemica.
Aspettiamo di conoscere come siano andate realmente le cose e che ruolo possano avere avuto o no i cinghiali che però in gran numero popolano la località teatro della disgrazia. Ma non possiamo non denunciare una diffusa sottovalutazione del nostro allarme, accompagnata dalla mancata adozione di contromisure e provvedimenti necessari ad arginare il dilagare di un fenomeno che, oltre alle devastazioni nei campi coltivati, ha già registrato in Italia e nel Lazio aggressioni, ferimenti e vittime, come in estate a Cefalù”.
Così Aldo Mattia, direttore della Coldiretti del Lazio, alla notizia della morte del cacciatore di Ferentino. “Proprio lunedì scorso, al coordinamento regionale, abbiamo deciso di promuovere per il 29 settembre una massiccia manifestazione di protesta a Roma, davanti alla Regione Lazio, per sollecitare l’assessorato all’Agricoltura a dare concreta attuazione alla nuova legge sui danni da fauna selvatica. È bene ribadire infatti che, nonostante sia già pienamente in vigore, la nuova normativa è operativa soltanto sulla carta. Non ha prodotto e non può produrre effetti – denuncia Aldo Mattia – perché gli uffici non hanno ancora emanato i regolamenti attuativi! La nuova legge prevede procedure burocratiche più snelle per concedere gli indennizzi per danni da fauna selvatica, contributi per recinzioni e altri sistemi di difesa delle coltivazioni, ma soprattutto introduce misure più incisive sul fronte delle attività di selezione e degli abbattimenti di cinghiali. Ma senza i decreti attuativi quella legge, che noi abbiamo fortemente voluto con il sostegno di tanti amministratori comunali del Lazio, è ancora oggi lettera morta”.
“Il prossimo 29 settembre davanti al palazzo della Regione Lazio, oltre ai nostri soci che hanno perso interi raccolti devastati dai cinghiali, porteremo anche gli agricoltori e i loro animali domestici feriti, negli ultimi mesi, nei tanti episodi di aggressione da cinghiali. Oggi, colpiti come tutti da questo tragico episodio, non alimentiamo speculazioni, ma non possiamo esimerci – conclude il direttore della Coldiretti del Lazio – dal dovere di rilanciare l’urgenza di rendere operativa la nuova legge regionale. Quel testo contiene misure che, quando applicate, porrebbero i soggetti istituzionali coinvolti nell’emergenza nelle condizioni di contrastare il fenomeno e riportare i numeri della fauna selvatica entro il tasso fisiologico”.
Coldiretti Lazio
