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“Contratto di solidarietà non risolve il problema, lo rimanda”

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La clinica Nuova Santa Teresa

La clinica Nuova Santa Teresa 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Questa è la risposta alle affermazioni della collega Emma Petrucci, tra l’altro nostra Rsa che con grande rammarico dimostra come i sindacalisti stiano strumentalizzando i loro iscritti attraverso una situazione tanto sofferta e logorante che va avanti da troppo tempo.

Io ho chiamato in causa i sindacalisti provinciali Cisl, Cgil, Uil che non hanno mai confutato gli esuberi dichiarati dalla proprietà  nonostante da anni lo chiediamo, ma per l’ennesima volta ci hanno svenduti con un contratto di solidarietà che non affronta il problema ma lo rimanda ulteriormente, ponendo tutti a lavorare in condizioni non dignitose con un ulteriore sacrificio dei lavoratori.

Inoltre la decisione non è stata presa in un assemblea di tutti i lavoratori esponendo tutte le varie possibilità, ma il giorno prima dell’incontro in regione è stata fatta un assemblea nella casa di cura Nepi in cui solo un minimo dei dipendenti era presente e molti dei pochi presenti hanno dimostrato palesemente di non essere d’accordo al riguardo anche perché, anche da parte di una sigla sindacale, è stato detto che era un contratto che non si poteva firmare per l’entità  del sacrificio.

Invece di proporre soluzioni alternative si è passati a proporre un contratto di solidarietà difensivo settoriale anche se in nessun settore c’era l’unanimità.

Inoltre è stato fatto un sopruso riguardo i dipendenti della Nuova Santa Teresa, in quanto non sono stati assolutamente interpellati al riguardo, per questo impugniamo questo accordo.

Tra l’altro questo coinvolge 116 lavoratori su 160 e ci si domanda perché i restanti sono stati lasciati fuori?

Peraltro secondo noi alla Nuova Santa Teresa non ci sono esuberi in quanto non ci è concesso nemmeno ammalarci perché il turno non viene coperto, viene richiamato un collega nel suo giorno di riposo, che spesso non viene recuperato e va a confluire nella banca ore.

Altra cosa che i nostri sindacalisti sembrano sottovalutare. 
Noi comunque continuiamo a mettere al primo posto il malato dedicandoci a lui al massimo della nostra professionalità e umanità cosa che questi signori tutti dimenticano.

Non c’è ipocrisia da parte di nessuno ma è evidente che si stia strumentalizzando la situazione e aggirando il problema. Chiediamo dignità, non elemosina, e essere tutelati, difesi e non svenduti con un contratto assurdo da chi lo dovrebbe fare ovvero i sindacati.

Non puntiamo il dito l’uno contro l’altro, dovremmo essere uniti vedendo ciò che è chiaro, che i sindacati invece di confutare gli esuberi, lottare con e per noi hanno per l’ennesima volta aggirato il problema. Ci hanno svenduti e questo non è più possibile sopportarlo, giustificarlo e accettarlo. Recuperiamo la nostra dignità.

Stefano Congiu
Portavoce di parte dei dipendenti della clinica Santa Teresa


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