Roma – Riceviamo e pubblichiamo – “Mentre il consiglio tituba e rimanda lapprovazione delle leggi di attuazione a livello locale la gestione idrica si sta convertendo in un far west – afferma Silvia Blasi, consigliera M5s Lazio -. A Rieti, per esempio, l’Ato 3 ha deciso di costituire una nuova società in house per gestire il servizio idrico integrato, nonostante ai sensi di legge l’Ato sia un’entità da considerarsi estinta i cui atti sono nulli. L’ennesimo atto sconsiderato che nasconde la logica di affidare il servizio idrico ad un solo gestore, contravvenendo a tutti quei principi che il consiglio regionale ha trasformato in legge pochi mesi fa per tutelare la volontà popolare sull’acqua pubblica”.
“Il nulla di fatto emerso dall’ultima capigruppo – dichiara Devid Porrello, consigliere M5s Lazio – è lo specchio di un consiglio regionale con il freno a mano tirato dalle inchieste e dai problemi interni alla maggioranza che non può ottemperare agli impegni presi, come nel caso delle necessarie modifiche alla legge sulla Tutela e Gestione delle acque e a quella per l’individuazione degli ambiti di bacino idrografico.
E’ evidente che alla maggioranza e alla giunta non interessa che dal 30 settembre il governo nazionale potrebbe commissariare la regione per non aver promulgato le leggi di attuazione ma bisogna assumersi le proprie responsabilità, fosse solo per rispetto ai cittadini, ai comitati e alle associazioni che si sono impegnati duramente per la raccolta firma per la legge di iniziativa popolare sullacqua pubblica”.
Gruppo consiliare M5S Regione Lazio

