Viterbo – Si parla del Partito democratico e nel dibattito salta fuori Talete. Ma non si dica che il partito fa acqua (fotocronaca – slide).
All’appuntamento conclusivo della tre giorni Pd al Salus terme, Giuseppe Fioroni da anfitrione e padrone di casa sale sul palco insieme al vice segretario nazionale Debora Serracchiani.
Dibattito sulla sfida per cambiare il Pd, ma tra una domanda e l’altra, ci scappa una battuta sulla società idrica a un passo dal baratro.
“Se Talete ha accumulato quattro milioni e mezzo di debito – osserva Fioroni – vuole dire che lo sport principale dei sindaci non è quello di gestire il servizio idrico. C’è la necessità di trovare chi fornisca meglio l’acqua”.
Ma gran parte del dibattito, moderato dal direttore dell’Unità Erasmo De Angelis è su questioni a respiro nazionale. Assiste a sorpresa anche Ugo Sposetti insieme a circa altre 200 persone.
“Il Paese ha ricominciato a crescere – osserva Serracchiani – si è messo da parte l’immobilismo e il Pd detta l’agenda, mettendo mano a riforme che cambiano il volto dell’Italia”.
Sul cambio, Fioroni concorda: “Il prossimo Parlamento che i cittadini voteranno avrà una Camera che legifera e pone la fiducia e l’altra ala che sarà di coordinamento al territorio.
Un cambio della Costituzione storico”.
Su cui il Pd è diviso, Renzi – minoranza.
“Sono certo – prosegue Fioroni – che in direzione lunedì avremo una larga condivisione, non perché in Senato i voti non ci siano. Li abbiamo. Ma quando si cambia la Costituzione, l’ambizione è farlo bene e mettere insieme una maggioranza qualificata e qualificante, che poi aggrega tutto il resto”.
Intesa possibile. “Da vice segretario – incalza Serracchiani – non mi sbilancio, ma sono convinta che arriveremo a votare la riforma del Parlamento partendo dall’unità del Pd.
Partire da noi stessi”.
Quindi la legge sulle unioni civili, che per Fioroni è giusto approvare, ma bisogna anche pensare alla famiglia: “Che suda e lavora per andare avanti e dallo Stato un attimo d’attenzione gli è dovuto”.
Una delle attenzioni, i tagli promessi sulla prima casa. “Vale qualcosa come tre miliardi e mezzo di euro – sottolinea Serracchiani – sui quali il Governo garantisce la copertura, per evitare che le minori entrate ai comuni portino ad alzare le tasse locali.
Agiremo sulla fiscalità per la seconda, terza casa, tagliare ancora gli sprechi”.
Il tema dell’immigrazione. “Come Europa dobbiamo espiare decenni di sciatteria e noncuranza – osserva Fioroni – mentre si combattevano guerre spaventose che hanno provocato lo spostamento di milioni di persone in territori come la Giordania già in difficoltà.
Dobbiamo porci il problema. Salvini attua una politica spregevole che fa leva sulle paure. Quando ero sindaco ricordo un programma d’inserimento lavorativo per ex tossicodipendenti.
Avevo la fila di persone che mi venivano a dire, fate lavorare i drogati e non mio figlio che è normale? La conflittualità nel bisogno è terribile.
C’è gente che muore, dobbiamo fare la nostra parte, anche se questo ci può far perdere voti”.
Mentre Debora Serracchiani non vuole immigrati che dall’altra parte del Mediterraneo trovino un paese amministrato da Salvini: “Ho sentito proposte per mettere gli immigrati su isole, in navi crociera e se non hanno i requisiti rimpatriarli, oppure in piattaforme dismesse Eni.
Come mai noi non ci abbiamo mai pensato? Ci sarà una ragione.
La soluzione è avere immigrati, ma in piccoli gruppi nei comuni, garantendo vigilanza e ordine pubblico”.
In ultimo, si guarda in casa. Partito democratico e il rischio scissione.
Fioroni la esclude: “Non ci credo.Vorrebbe dire rimettere in discussione un percorso di vita fatto insieme. Abbiamo chiuso partiti con storia e presenza.
La scissione è una pistola scarica, non ci credo e non ci ho mai creduto”. Ma chiede che il rinnovamento a livello nazionale del Pd arrivi anche a livello locale. Dove spesso si viaggia col freno tirato.
“Dobbiamo raccontare bene quello che facciamo – conclude Serracchiani – spesso non succede, certe cose non stanno nella testa delle persone.
Combattere l’astensione è la prossima sfida del Pd”.
Giuseppe Ferlicca









