Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quando i giornalisti liberi fanno paura!
Una letteraccia minatoria chiede la ‘testa‘ del direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti e del giornalista Daniele Camilli, sulla quale gli inquirenti staranno sicuramente indagando e svolgendo con la consueta serietà e competenza il loro lavoro, per risalire ai vili autori di un tale gesto e per far luce su una vicenda che definire inquietante è riduttivo.
Ancor più vigliacco, questo gesto, perché nell’anonimato demanda a terzi una sorta di ‘resa dei conti’, cercando di intimidire due capaci e liberi giornalisti che della libertà di espressione hanno fatto il loro vessillo. Libertà che evidentemente molto disturba, soprattutto quando ciò che scrivono è suffragato da una attenta disamina dei fatti che accadono intorno a noi. Fatti che Carlo e Daniele puntualmente portano alla nostra conoscenza.
Sono gli autori di questa missiva che vi temono e non il contrario: vi temono giustamente per quel che fate e per come lo fate.
Nulla e nessuno potrà limitare, seminando paura con lo scopo di edificare isolamenti e muri, la libertà di stampa. No! Non sarà così.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ed anche la sincera vicinanza agli uomini, ai professionisti ed al ruolo che rappresentano e saremo sempre al fianco di Carlo Galeotti e del nostro Daniele Camilli , essenziale componente del ‘Comitato Scientifico del Centro per gli Studi Criminologi – Csc’.
Il Centro per gli Studi Criminologici – Csc
