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Tre indagati per il Festival delle luci

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L'inaugurazione del festival delle luci

Il festival delle luci

L'inaugurazione del festival delle luci

Il festival delle luci

L'anteprima del festival delle luci a piazza del comune

Il festival delle luci 

Viterbo – Tre avvisi di conclusione dell’inchiesta per il Festival delle luci.

Adesso è ufficiale: per la prima edizione della kermesse che ha illuminato il Natale 2013 ci sono tre dipendenti pubblici indagati che sanno di esserlo solo ora che l’inchiesta è finita.

Abuso d’ufficio l’ipotesi di reato, relativamente all’affidamento del servizio e alla selezione della ditta che vinse il bando: la Audiotime. Su quello che diventò in breve tempo il “bando della discordia”, l’opposizione presentò un esposto: l’ex sindaco di Viterbo Giulio Marini, in conferenza stampa, gridò al “conflitto di interessi” e alla “lobby Caffeina”, perché la ditta Audiotime, socia promotrice di Caffeina, fu scelta nonostante l’unica concorrente Carramusa avesse presentato un’offerta economicamente più vantaggiosa. Il tutto mentre Giacomo Barelli era assessore alla Cultura.

Da quanto si apprende, comunque, Barelli non figura tra le tre persone cui è arrivato l’avviso di fine indagine.

Gli accertamenti sono stati interamente eseguiti dalla finanza, che ad aprile dell’anno scorso aveva fatto il suo primo sopralluogo in comune, trattenendosi negli uffici Ragioneria e assessorato alla Cultura. Da lì, gli uomini della polizia tributaria uscirono con un fascicolo con tutta la pratica del festival, in programma dal 20 dicembre al 6 gennaio 2013 e mai più ripetuto. 

Si scopre che il “pacchetto Audiotime” costa 70mila euro, a fronte dei 54mila di Carramusa. Certo, Audiotime offre prestazioni in più, ma si sarebbe trattato di prestazioni non richieste, né comparse nell’avviso pubblicato dal comune a fine novembre e scaduto il 7 dicembre.

Beffa doppia per Carramusa, che era stata scartata anche dal bando per allestire la mostra di Sebastiano Del Piombo proprio in base al criterio del prezzo troppo alto del preventivo.

A partire dalla notifica dell’avviso, gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie o farsi interrogare, in attesa dell’udienza preliminare. 


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