- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Macchina di santa Rosa, devono decidere anche sodalizio e viterbesi”

Condividi la notizia:

Macchina di santa Rosa - Gloria davanti al santuario

Macchina di santa Rosa – Gloria davanti al santuario 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Erano almeno sette anni che non andavo a vedere la macchina sfilare perché in questa festa avevo iniziato ad avvertire una crescente commistione di retorica politica, autocelebrazione ed eccessivo protagonismo che ben poco, a mio parere, avevano a che fare con lo spirito religioso della ricorrenza.

Praticamente ho interrotto con una macchina di Ascenzi e con Ascenzi ho, almeno per il momento, ripreso a rivivere il trasporto.

Quantunque derive politiche e spropositate pomposità e cortigianerie si siano, a mio parere, manifestate come vesti stonate dell’evento santa Rosa già dall’inizio dell’anno andando progressivamente amplificandosi, lo scorso 3 settembre ho deciso di fare un’eccezione (non so se rimarrà tale) perché essendo stato critico con la scelta di questo progetto, volevo essere sicuro di non essermi sbagliato, verificando dal vivo.

Tuttavia, immaginando che avrei potuto avere la stessa reazione di stupore e meraviglia condivisa dalla quasi totalità di viterbesi e loro ospiti nell’ammirare da pochi metri qualsiasi macchina, ho considerato che avrei potuto prendermela con me stesso nel caso avessi sfumatamente perso la convinzione secondo la quale questo progetto non era migliore di altri due o tre concorrenti al concorso.

Nondimeno ho cercato di trovare una giustificazione razionale per bilanciare quest’effetto attenuatore di quel convincimento che forse, inconsciamente, volevo mantenere: è chiaro che ogni sera del 3 settembre, almeno dal 1970 ad oggi (i miei ricordi su Santa Rosa non si spingono più indietro) tutte le macchine sfilate sono state belle, o meglio, apparse belle.

La macchina di santa Rosa è come una donna che esce la sera, anche una sola volta all’anno come in questo caso e quando lo fa, si trucca e si abbellisce. Ma per la ‘donna – Macchina di santa Rosa’ il giudizio che vale non è quello espresso guardandola ‘struccata’, disegnata o in modellino in scala. Gloria, come gli altri modelli delle passate edizioni, è stata ufficialmente scelta da un numero talmente limitato di persone da contarsi sulle dita di una mano e presentata alla città già adornata nel suo vestito più bello fatto di luci e lumini.

E’ chiaro che sia stato un bello spettacolo e indubbiamente l’ideatore è riuscito a ‘fregare’ positivamente anche un critico come me. Ma c’è un ma. Si è certi che, per ipotesi, se a ogni primo trasporto di ogni nuova macchina avessero avuto la possibilità di sfilare anche altre tra quelle scartate nello stesso concorso, la vincitrice avrebbe raccolto gli stessi consensi ottenuti sfilando da sola?

Personalmente ne ho sempre dubitato e mai come quest’anno. Quindi sì, Gloria è chiaramente bella, ma, ribadendo la mia opinione, avrebbe ottenuto molte meno approvazioni se alcune tra le macchine respinte dalla commissione le fossero state messe a fianco vestite e truccate nel dettaglio.

Nonostante questo, Gloria m’ha fregato una seconda volta. Mi ha colpito proprio con quell’elemento di rivisitazione del vecchio su cui avevo maggiormente puntato il dito.

Secondo me infatti, il concetto secondo cui questa macchina guarda al passato per essere proiettata al futuro non ha riscontri, perché di nuovo non c’è assolutamente nulla. Forse qualche soluzione tecnica, ma elementi di innovazione estetica che proiettino questo modello ‘in avanti’ personalmente non ne vedo. Eppure i tre identici e non originali gruppi di angeli tra la base e la santa che tanto richiamano “la macchina” per antonomasia, quella di Zucchi sfilata negli anni ‘60 e ‘70 (a proposito, decisamente invito chiunque a non commettere l’errore di paragonare posponendo Volo d’Angeli ad un altro modello; ho letto commenti fatti con tale evidente piaggeria letteralmente da brividi: da Spirale di Fede in poi, ogni macchina sfilata deve tutto al modello di Zucchi, quindi… per cortesia!) mi hanno istantaneamente riportato a quel clima da incantesimo che provavo quando guardavo questa ‘cosa’ stupefacente con gli occhi di un bambino.

Con Gloria mi sono tornati in mente tanti ricordi che probabilmente avevo bisogno di rivivere: il palloncino colorato legato al polso, i cartocci con dentro le noccioline, il caratteristico signore che vendeva i pulcinella a trombetta dalle melodie irriproducibili, me seduto sulle ginocchia dei miei nonni davanti al “Pidocchietto”, mia madre che si raccomandava di starle attaccato. Sì, Gloria mi ha lasciato con l’animo felicemente stordito oltre che con gli occhi soddisfatti; credo che per i prossimi quattro trasporti il mio spirito critico, almeno per ciò che riguarda l’aspetto estetico della macchina, può riposare.

Rimangono comunque altre questioni che continueranno a disturbare me e con me anche non pochi altri cittadini. Una di queste è senz’altro la modalità di scelta del progetto che deve sfilare.

Sono convinto sussista certamente la necessità del parere di una commissione tecnica, ma non credo sia oltremodo possibile escludere dal processo decisionale il Sodalizio dei facchini e, soprattutto, la cittadinanza viterbese.

Trovare la giusta formula procedurale nella quale venga incluso il contributo sia di chi effettivamente trasporta la “grande macchina a spalla italiana”, patrimonio immateriale dell’Unesco, sia di chi la ‘possiede’ da secoli, ovvero la città di Viterbo, a mio parere è opportuno, non procrastinabile e per nulla complicato. Una rivoluzione che moltissimi viterbesi attendono da sempre benché mai espressa ad alta voce né proposta con convinzione.

Si tratterebbe di una ‘mera’ decisione politica, quindi un’ottima occasione per verificare chi ha reale volontà di trasparenza e prontezza d’impegno nel delegare ai viterbesi ciò che dev’essere liberamente deciso dai viterbesi senza rischio di influenze d’ogni sorta. Eventualmente ve ne fossero state sinora…

Credo che almeno questo sia un elemento che veramente proietterebbe nel futuro la Macchina di Santa Rosa.

Evaldo Cipolloni


Condividi la notizia: