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“Non è canapa medica, ma industriale”

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SouthHempTecno

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Viterbo - Scoperta maxipiantagione di canapa indiana

Viterbo – Scoperta maxipiantagione di canapa indiana 

Viterbo - Scoperta maxipiantagione di canapa indiana

Viterbo – Scoperta maxipiantagione di canapa indiana 

Viterbo - Scoperta maxipiantagione di canapa indiana

Viterbo – Scoperta maxipiantagione di canapa indiana 

Viterbo – “Non è canapa medica, ma industriale”.

Rachele Invernizzi della SouthHempTecno, azienda che si occupa della coltivazione della canapa industriale, assicura che sul campo di Bassano Romano, sequestrato dalla squadra mobile di Viterbo lo scorso mercoledì, non c’è nulla di irregolare .

Il tipo di seme piantato, specifica Invernizzi, è privo di thc e quindi della componente stupefacente e permesso dalla Comunità europea. Definisce quelle piante come semplice “insalata”, che l’azienda per cui lavora, tratta per fare case, lettiere per animali, carta, plastica. Nulla più.

“Il campo – dice Invernizzi – è stato fatto per una filiera della canapa industriale, per cui è stato seminato perché la nostra azienda compra la paglia e i semi che vengono lì prodotti.

La Futura 75 cultivar è priva di thc, e cioè di tetraidrocannabinolo, che è uno dei maggiori  più noti principi attivi della cannabis. E’ permessa dalla Comunità europea e non ci vuole alcuna autorizzazione per coltivarla”.

Nel mirino della mobile circa 4mila metri quadrati. Su cui i poliziotti avevano avviato le analisi per verificarne il principio attivo. “Come società dobbiamo semplicemente fare una dichiarazione alla polizia o ai carabinieri per dire che abbiamo coltivato. Essendo, però, praticamente insalata non abbiamo bisogno di altre autorizzazioni.

Non è canapa medica, ma industriale e non è un campo di stupefacente, visto che con quel materiale facciamo, case, lettiere per animali, carta, plastica.

Coltiviamo campi di canapa industriale per lo stabilimento di Taranto e ci occupiamo della parte del centrosud. Roma è più vicina a Taranto e abbiamo fatto noi il contratto di acquisizione con il campo di Bassano.

L’agricoltore ha un regolare contratto con la nostra azienda per cederci, una volta pronto, il raccolto di paglia e seme.

La piantagione era destinata a questo uso – conclude Invernizzi -. Avevamo, infatti, fatto denuncia di semina ai carabinieri di Bassano Romano e non c’è nulla di irregolare”.

Venerdì, intanto, è stato convalidato l’arresto del 39enne proprietario del campo in questione che, almeno per ora, resta in carcere.


 

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