Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In risposta all’articolo uscito su Tusciaweb nei giorni scorsi e firmato i lavoratori del gruppo RoRi, ci teniamo a puntualizzare che a parlare è solo una parte dei lavoratori, quella che, probabilmente, certa di mantenere il proprio posto di lavoro si mostra indifferente alla possibilità di licenziamento dei colleghi.
Siamo noi la parte più consapevole e solidale a essere veramente indignata del cinismo dimostrato.
Per i sindacati, è stato tutt’altro che una scelta facile quella di firmare il contratto di solidarietà, in quanto consapevoli dei sacrifici a cui saremmo andati incontro, se tali sacrifici non sono stati ignorati, tanto meno è stata ignorata la vera “missione” dei sindacati, cioè evitare i licenziamenti.
Se firmare il contratto di solidarietà avrebbe portato alcune famiglie alla “disperazione”, è altrettanto vero che non firmarlo ne avrebbe portate molte altre sul lastrico. Quindi riteniamo che, la vera missione del sindacato in questo caso sia stata espletata appieno.
Si ringraziano per questo le sigle sindacali Cgil, rappresentata da Antonella Ambrosini, Cisl, rappresentata da Mario Malerba e Uil rappresentata da Lamberto Mecorio.
Emma Petrucci
Portavoce dei dipendenti solidali al contratto – Gruppo RoRi
Articoli: Congiu: “Contratto di solidarietà non risolve il problema, lo rimanda” – Una parte di dipendenti del gruppo RoRi: “Non vogliamo compromessi, ma essere tutelati”
