Viterbo – (g.f.) – Gli odori sulla Teverina arrivano da materiali in ghisa stoccati in una fonderia.
Il problema, lamentato da cittadini e automobilisti che circolavano in zona, fra il chilometro 3 e il chilometro 4, è stato portato all’attenzione del sindaco Michelini da parte del consigliere Pd Christian Scorsi.
Ne sono seguiti sopralluoghi e analisi da parte di Asl, Arpa e polizia locale, fino a un’ordinanza emessa ieri dal primo cittadino.
“Le esalazioni avvertite – si legge nell’ordinanza – possono essere ricondotte ai manufatti in ghisa stoccati sul piazzale esterno della ditta, all’aperto e in attesa di distribuzione”.
Si tratta di Fonderie Belli. “Le esalazioni – si legge ancora nell’ordinanza – possono creare nocumento alla salute della popolazione esposta, rendendo quindi necessaria l’adozione di atti”.
Ovvero: “Adottare entro tempi tecnici strettamente necessari e non oltre dieci giorni dalla notifica dell’ordinanza, tutti gli accorgimenti necessari per evitare emissioni maleodoranti all’esterno della ditta”.
Spostando il materiale sotto accusa. “Tutti i manufatti in ghisa trattati con solventi o tinte, dovranno essere stoccati all’interno d’aree confinate chiuse e al riparo da intemperie e agenti esterni, in modo tale che le eventuali esalazioni non vengano immesse all’esterno, se non preventivamente abbattute con idonei impianti”.
Contro il provvedimento, se l’impresa lo ritiene opportuno, può ricorrere entro sessanta giorni al Tar o entro 120 al Presidente della Repubblica.
Fra i residenti in particolare al quartiere Santa Barbara, c’è stato chi ha lamentato anche arrossamenti agli occhi, qualcuno anche nausea.
