Viterbo – Pestato a morte, c’è un fermo per omicidio.
L’aggressore del Riello potrebbe avere un volto.
Dopo la morte di Federico Venzi, il 43enne ammazzato di botte nei pressi del terminal Riello, i carabinieri avrebbero fermato almeno una persona per omicidio.
Negli uffici della caserma di via De Lellis, ieri pomeriggio, sarebbero stati trattenuti alcuni uomini, tutti potenziali sospetti.
Ancora da chiarire se l’aggressione sia stata di gruppo o se invece sia stata un litigio con una sola persona. Quasi sicuramente Venzi aveva trascorso la serata in un locale e da qui o da qualcosa successo all’interno potrebbe essere iniziata una discussione degenerata in violenza.
L’interrogatorio davanti al pm Massimiliano Siddi è andato avanti per ore, ieri pomeriggio, alla presenza dei carabinieri che, da ieri mattina all’alba, hanno cercato di ricostruire l’aggressione attimo per attimo.
Venzi è stato trovato più morto che vivo vicino alla rotatoria in via Aldo Moro. Sono stati i passanti ad allertare carabinieri e 118. E’ possibile che l’aggressione sia iniziata altrove e finita lì o che, addirittura, il corpo sia stato lasciato in zona Riello solo in un secondo momento.
Il 43enne abitava a Caprarola con la madre, ma spesso alloggiava anche a Roma dai fratelli.
E’ morto dopo il trasporto all’ospedale Belcolle.
Il movente, al momento, è ignoto. Non si esclude la gelosia, né la possibilità che l’assassino (o gli assassini) abbia (o abbiano) agito per futili motivi che aggraverebbero l’accusa.
Le indagini, per ora, continuano serrate e nel più stretto riserbo.





