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Referendum acqua pubblica, raccolte 2mila firme

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Contatori dell'acqua

Contatori dell’acqua 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Molti cittadini oramai conoscono, e si tengono informati leggendo i nostri comunicati, così ci dicono, mentre firmano o si fermano a parlare di questa iniziativa nei banchetti che il comitato “Non ce la beviamo” organizza nelle vie e piazze di Viterbo e nelle frazioni.

Stiamo raccogliendo le firme per richiedere un referendum sulla gestione dell’acqua.

Vorremmo fare in modo che i cittadini si possano esprime democraticamente attraverso lo strumento del referendum sancito dal nostro Statuto comunale, dando la loro preferenza a un gestore pubblico, totalmente pubblico, oppure privato, privato con società mista pubblico privato. Siamo giunti quasi a 2.000 firme ancora un altro sforzo e potremo presentare la richiesta al consiglio comunale.

Però prima di comunicare luoghi e date dei nostri prossimi appuntamenti dove saremo presenti per raccogliere le firme, vorremmo ancora una volta rispondere a chi, in questi giorni , viste le condizioni di forte indebitamento in cui versa Talete, sta affermando che la gestione pubblica ha fallito e che l’unica soluzione sta nell’ingresso dei privati, spianando così la strada ad Acea Spa.

Facciamo presente che Talete, sebbene sia controllata da enti pubblici, è una Spa, cioè una società commerciale di diritto privato, alla quale si applica, senza eccezioni in quanto norme speciali non dispongano diversamente, l’art. 2247 del codice civile che recita: “Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi (2) per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili”.

Cio’ significa che Talete non è gestione pubblica, gestione pubblica significa, invece, gestione diretta del servizio idrico da parte di un ente pubblico.

Esempio: vi ricordate quando il comune fino a circa 20 anni fa gestiva il servizio idrico? Quando le bollette erano molto più economiche?

Quando non dovevamo mantenere i costi dei locali in affitto della società, del servizio informatico della società, degli amministratori della società, del parco macchine, e così via.

Ecco, quella era gestione pubblica.

Tutto cio’ che è venuto dopo, Spa a capitale pubblico, Spa a capitale misto, non è gestione pubblica.

Quando si sente parlare di Talete Spa o, peggio ancora, dell’ingresso di Acea Spa viene l’orticaria non solo a quei soggetti di cui parla un articolo pubblicato giorni fa, ma a tutti quei miloni di italiani che si sono espressi nel referendum del 2011 a favore della gestione pubblica dell’acqua.

Ci viene l’orticaria perchè crediamo che i soci di Acea Spa , Caltagirone e banche non siano esattamente la Caritas o Babbo Natale.

Perchè il fallimento di Talete l’abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle e perchè, ancor peggio, chi ha già Acea come gestore del servizio idrico conosce bene le tariffe inaccessibili che pratica e il pessimo servizio che offre.

Per questo Il Comitato Non ce la beviamo sarà nelle piazze di Viterbo affinchè il Comune di Viterbo ascolti la voce dei cittadini e tolga finalmente la gestione dell’acqua dalle logiche del mercato.

Prossimi appuntamenti per firmare:

22 sett. piazza delle Erbe dalle 16,30 alle 20,00;

23 sett. piazza delle Erbe dalle 16,30 alle 20,00;

24 sett. piazza Giuseppe Verdi (o del Teatro) 16,30 alle 20,00;

25 sett. piazza della Repubblica dalle 16,30 alle 20,00;

26 sett. piazza dei Caduti (lato mercato) dalle 16,30 alle 20,00;

27 sett. piazza delle Erbe dalle 16,30 alle 20,00;

28 sett. viale Bruno Buozzi dalle 16,30 alle 20,00;

29 sett. San Martino dalle 16,30 alle 20,00;

30 sett. quartiere Santa Barbara dalle 16,30 alle 20,00;

 Il Comitato Non ce la beviamo

 


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