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Santa Rosa in abiti monacali

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Viterbo - Comune - La conferenza sul dipinto di santa Rosa

Viterbo – Comune – La conferenza sul dipinto di santa Rosa

Lornezo Suraci, Alberto Pazienti, Leonardo Michelini

Lornezo Suraci, Alberto Pazienti, Leonardo Michelini

Viterbo - Comune - Il dipinto di santa Rosa

Viterbo – Comune – Il dipinto di santa Rosa

Felice Orlandini, Lorenzo Suraci, Alberto Pazienti

Felice Orlandini, Lorenzo Suraci, Alberto Pazienti

Il sindaco Michelini con la stampa di una Macchina di Papini

Il sindaco Michelini con la stampa di una Macchina di Papini

Rita Piermatti e Antonio Delli Iaconi

Rita Piermatti e Antonio Delli Iaconi

Felice Orlandini

Felice Orlandini

Alberto Pazienti

Alberto Pazienti

Viterbo – (g.f.) – Santa Rosa in abiti monacali.

E’ raffigurata così la patrona, nel dipinto del 1600 recuperato e restaurato. Abbigliamento da monaca, anche se in origine il quadro la rappresentava con un vestito da dama.

E’ stato il cardinale Tiberio Muti a chiedere il cambio d’abito, in uno più consono.

Il recupero dell’opera è stato a cura della Procura della Repubblica e stamani in comune, la presentazione.

“Tutto è iniziato – ricorda il procuratore capo Alberto Pazienti – quando le suore si sono accorte che mancavano oggetti. E’ stato predisposto un inventario e alcune opere in effetti mancavano.

In passato c’era l’abitudine di prestare a privati alcuni oggetti. Molti non tornavano indietro.

E’ partita la ricerca, un’opera alla volta e siamo arrivati al dipinto di santa Rosa”.

In un’abitazione privata. “Abbiamo convocato il proprietario – continua Pazienti – ci ha raccontato d’averlo visto fin da quando era piccolo e senza problemi si è reso disponibile a restituirlo alle clarisse”.

L’opera, d’autore sconosciuto, non era in buone condizioni.

“La tela era tagliata e i colori spenti. Il comune ha contribuito al restauro eseguito dal laboratorio provinciale. Siamo sulle tracce d’altre opere, forse anche più importanti del quadro”.

Il dipinto troverà spazio nella basilica di santa Rosa, mentre per un paio di giorni resterà a palazzo dei Priori, nella sala delle Bandiere.

Il recupero è stato portato avanti da un laboratorio che lavora con fondi inesistenti.

“E con la buona volontà di chi opera e del coordinatore tecnico – osserva Luigi Celestini, dirigente della provincia. Ma a quest’opera tenevamo in particolare.

E’ stato necessario per via dei tagli, rifoderare il quadro, con pulitura e reintegrazione d’alcune parti pittoriche cadute, per via del non ottimale stato di conservazione”.

L’ispettore capo della polizia Felice Orlandini ha ricordato l’impegno portato avanti in questi anni nel recupero opere d’arte: “Ci sono molte altre opere d’arte, ci auguriamo di poterle recuperare”.

Con il quadro, il sindaco Michelini ha presentato anche due stampe che raffigurano due Macchine di santa Rosa ideate da Angelo Papini, 1833 e 1842.

Saranno distribuite alle clarisse, ai facchini e a strutture ricettive.

Da parte del questore Suraci, i complimenti per il recupero, mentre sulle stampe che raffigurano le due Macchine durante il trasporto: “Vedo che ci sono poche persone davanti o dietro.

Da prendere come esempio”.

Alla conferenza stampa anche il prefetto Rita Piermatti, il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e gli assessori Delli Iaconi e Barelli.


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