Viterbo – C’è la politica, c’è il tema degli immigrati, la disoccupazione, ci sono anche i lavoratori di Mercatone Uno in cassa integrazione, ma soprattutto alla fine ci sono tanti selfie (video).
Matteo Salvini torna a Viterbo per il 3 settembre e al Salus Terme la sala è piena. Simpatizzanti e curiosi. Che al termine non si fanno ripetere due volte l’invito del leader leghista a salire sul palco. “Chi vuole farsi una foto?”.
Mezza sala e forse anche di più. Perché Salvini è un politico, ma è anche un personaggio. Amato quasi una rockstar. Seppure le sue canzoni non piacciano a tutti.
Non risparmia commenti taglienti a nessuno. Figurarsi chi non conosce, come il presidente della provincia Mauro Mazzola.
A palazzo Gentili il leader leghista non lo vuole. E’ indesiderato. Salvini non sembra prendersela molto. “E chi se ne frega – dice Salvini – non sono qui per incontrare il presidente della provincia.
Sono a Viterbo perché la festa è stupenda, lo scorso anno mi sono trovato benissimo. Voglio incontrare tutti i cittadini, tranne questo tizio qua.
Ci torno volentieri, mi dispiace per lui. Non sono qui per fare politica, ma per parlare con la gente e godermi la festa”.
Di politica non se ne parla sul percorso, ma l’incontro di mezzogiorno è politico e si va a finire anche alle elezioni comunali.
Che prima o poi a Viterbo arriveranno.
Noi per Salvini candiderebbe Umberto Fusco? “E’ quello che per noi ha fatto di più, non mi permetto di scegliere per i viterbesi, io lo conosco da tanti anni”.
Cambio di maglietta. Da quella a righe all’altra, con la scritta Viterbo. Indossata pure lo scorso anno.
“Di manifestazioni ne vedo molte – spiega Salvini – ma le emozioni che ho provato lo scorso anno, la partecipazione popolare, l’essere tutti uniti, mi ha fatto dire, anche se non era in programma, ci voglio tornare.
E’ stata un’emozione unica”. Applausi.
Brillante e pronto alla battuta, non si direbbe che sia arrivato a Orte in albergo stamani alle 4.
“Orte è bellissima, sono furbi, noi facciamo tre giorni di festa, loro 15.
Ieri sono partito da Padova a mezzanotte e mezza e sono arrivato a Orte alle 4. Domani si va in Sicilia”.
Nella Tuscia il tour prevede oltre a Orte e Viterbo, Montefiascone.
In sala cittadini e qualche vecchia conoscenza della politica locale, Giulio Marini, Marcello Meroi, Enrico Maria Contardo e Andrea Marcosano.
Ad ascoltare Salvini che si definisce persona nella media, se non sotto: “Sono una persona normale, molti di voi sono anche migliori di me, non ci sono salvatori.
La nostra è la rivoluzione della normalità”.
Non trova normale invece, la situazione politica nel Lazio. “Penso alla sanità. Veramente i politici andrebbero messi su un barcone e portati in Libia. Bisognerebbe fare al contrario.
Per questo dico che pure a Viterbo facciamo attenzione a chi della vecchia guardia si avvicina magari dopo venti anni di politica, portando magari 20mila voti.
Meglio chi rappresenta se stesso e sua moglie, ma è persona stimata”.
Si dedica pure al presidente Usa Obama, definito la più grande sciagura, mentre Renzi fa ridere il mondo.
“Anche a Viterbo, quanti negozi chiusi, capannoni sfitti, partite Iva chiuse ci sono? E Renzi viene a dire che taglia la tassa sulla casa. Scemo, l’hai messa tu la tassa. Noi l’avevamo tolta”.
Promuove il ritorno alla lira, quindi si rivolge ai lavoratori Mercatone Uno in sala. Li fa salire, s’interessa su quanti siano, la loro situazione.
Un selfie insieme e l’impegno a seguire la loro causa.
Si allontana pochi minuti dalla sala, abbandona cellulari e macchinette fotografiche per parlare con la stampa. Pochi minuti. Lo reclamano. Deve rientrare. Dura la vita del politico rockstar.
Giuseppe Ferlicca








