Viterbo – Assolto: per il tribunale di Viterbo Silvano D’Ascanio è innocente.
Il titolare dell’agenzia pubblicitaria Studio Uno rispondeva dell’accusa di sfruttamento della prostituzione, per gli annunci erotici di prostitute pubblicati anni fa sul Corriere di Viterbo. Un rivolo dell’inchiesta “Love’s House”, sulle case dell’amore disseminate in tutto il centro storico di Viterbo, che ha fatto finire nei guai anche quattro proprietari degli appartamenti incriminati.
Alle 13,20, la sentenza per i cinque imputati, dopo anni di processo: assolto D’Ascanio per il filone delle inserzioni hard. Dei quattro proprietari delle case, a giudizio con l’accusa di lucrare sugli affitti delle alcove del sesso, tre sono stati assolti, uno condannato a due anni e due mesi e 600 euro di multa: era il titolare di due appartamenti in via Giacinta Marescotti e via Faul.
Un processo lungo, che ha preso avvio dal blitz congiunto di polizia e carabinieri nel 2007. In arresto finirono D’Ascanio e due immobiliaristi (ai domiciliari, mentre i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci chiedevano il carcere); sotto indagine, diversi proprietari delle “case dell’amore”, squillo e gestori del giro di prostituzione.
Una delle tante inchieste che hanno svelato la Viterbo a luci rosse nel segreto del centro storico, in un reticolo di viottoli tra i Cappuccini, Pianoscarano e Valle Faul, o dietro le centralissime piazza della Rocca e piazza delle Erbe.
D’Ascanio e i tre proprietari sono stati assolti con la formula del 530 secondo comma, utilizzata “quando manca, è insufficiente o contraddittoria la prova che il fatto sussiste”.
Per la difesa, rappresentata da Marco Ricci, è un gran risultato: “Una sentenza che riabilita il mio assistito dopo sette anni di processo”.
Le motivazioni della sentenza entro i prossimi due mesi. La procura valuterà se impugnare.
