Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quello che vi apprestate a leggere sul nuovo orario della ferrovia Roma Nord (in vigore dal 14 settembre 2015), darà luogo ad una miriade di critiche ed osservazioni.
La prima cosa che risalta agli occhi ed appare anacronistica, è l’utilizzo di bus in ben sette corse, nella tratta extra urbana. L’utilizzo di mezzi altamente inquinanti come i bus appare inopportuno, cosa che un ambientalista serio non può che denegare.
Una ferrovia deve essere una ferrovia e non un misto di treni e corriere.
Come affermano poi alcuni pendolari, non è improbabile che molte di queste corse effettuate su strada, come è successo in precedenza, finiscano nel nulla, cioè vengano soppresse.
L’orario previgente con scadenza 6 settembre 2015, come gli orari precedenti, avevano ben cinque treni che da Roma arrivavano fino a Viterbo e viceversa. Ora esiste uno “spezzatino” di percorrenze ove nessun treno raggiunge Viterbo direttamente.
Certo impiegare due ore e trentasette minuti per raggiungere da Roma, Viterbo per un percorso di 102 chilometri è tanto. Però non viene considerato il numero di paesi che tocca questa ferrovia, il fatto che arrivi direttamente nel centro di Roma, a piazzale Flaminio ed a Viterbo, nei pressi di Porta Fiorentina a due passi dalla stazione delle Fs.
Come attuato dalle Ferrovie dello Stato, la prima fase dello smantellamento di una ferrovia consiste nel sopprimere le corse dirette (vedi Roma Viterbo e viceversa), sostituire alcune percorrenze con corriere, sopprimere improvvisamente molte corse al fine di “defidelizzare” l’utenza (cosa già in atto da anni nel Viterbese), non controllare affatto l’evasione tariffaria. In pratica si fa di tutto per sopprimere questa ferrovia, non sostituendo e spendendo un’euro per il materiale rotabile, costringendo gli utenti e il personale dipendente a vedere con sollievo un suo smantellamento.
Eppure Viterbo sta perdendo un altro collegamento importante con la “capitale”. Con treni adeguati, con un armamento idoneo, nel 1940 – 1941 fu studiato dalla Breda un elettrotreno in grado di coprire 102 chilometri in un’ora e quarantacinque minuti.
Gianfranco Lelmi
